Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione

Pensioni anticipate dai 63 anni: ecco come funziona l’APE sociale nel 2021

La legge di bilancio 2021 proroga l’APE sociale per i lavoratori che hanno almeno 63 anni e che vivono particolari condizioni di disagio. L’opzione sarà valida solo fino al prossimo 31/12, ecco gli altri criteri da conoscere per ottenere lo scivolo.

Con la nuova legge di bilancio arriva un’importante conferma in merito all’APE sociale. Il meccanismo di flessibilità rivolto ai lavoratori che vivono condizioni di difficoltà in età avanzata sarà disponibile con i medesimi criteri del 2020 e solo fino al prossimo 31 dicembre 2021. L’opzione consente l’attivazione di un’indennità mensile utile ad accompagnare i beneficiari fino alla maturazione dei requisiti ordinari di legge.

L’età minima per poter usufruire di questa forma di pensione anticipata resta fissata a 63 anni, garantendo così uno sconto massimo di quattro anni rispetto ai criteri ordinari per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Quest’ultima resta disponibile infatti dai 67 anni di età (con almeno 20 anni di contribuzione). Possono beneficiare della nuova APE sociale tutti coloro che matureranno i vincoli previsti dalla legge entro l’anno in corso.

Pensioni anticipate e APE sociale: il criterio dell’anzianità contributiva prevede dai 30 ai 36 anni di versamenti

Oltre al parametro anagrafico appena citato, per i lavoratori che desiderano ottenere i benefici dell’anticipo pensionistico sociale è fondamentale rientrare all’interno di uno dei casi di disagio previsti dalla legge. In particolare, possono accedere all’opzione con 30 anni di versamenti i disoccupati di lungo termine che hanno esaurito la Naspi, gli invalidi (con riconoscimento minimo al 74% da parte della commissione medica) e i caregivers.

Servono invece almeno 36 anni di versamenti per coloro che hanno svolto le attività gravose o usuranti riconosciute dalla legge. Per le lavoratrici madri sussiste inoltre un ulteriore sconto di un anno per ogni figlio, con un tetto massimo di due anni. Questo significa che (a seconda dei casi) l’anzianità contributiva può scendere a 28 anni nei primi tre casi e a 34 anni per le lavoratrici che hanno svolto attività gravose.

Pensioni flessibili: per l’APE sociale resta confermata la doppia domanda

Dal punto di vista pratico, per poter usufruire della pensione anticipata APE sociale resta confermato il meccanismo della doppia istanza regolato sulla base delle finestre di accesso. Questo significa che sarà necessario innanzitutto inoltrare un’apposita domanda di riconoscimento dei requisti all’Inps. Una volta ottenuto il prima via libera, si potrà procedere con la richiesta vera e propria di accesso alla pensione.

Le pratiche vanno inoltrate rispettando le tre finestre temporali indicate nella normativa, ovvero entro il 31 marzo per la prima istanza, il 15 luglio per la seconda e il 30 novembre per l’istanza tardiva. Le domande saranno lavorate in base al principio dell’ordine di ricezione e fino a esaurimento dei fondi disponibili. I lavoratori possono procedere alla richiesta direttamente presso l’Inps o in alternativa facendo ricorso all’assistenza del proprio patronato di fiducia.