Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate, da Confindustria no agli annunci: sulla quota 100 un dibattito senza fine

Il Presidente Bonomi interviene sulle pensioni anticipate tramite quota 100 e punta il dito contro il problema di metodo dopo la scadenza dell’opzione.

Nel dibattito sulla riforma delle pensioni e sui prossimi provvedimenti che dovrà decidere il governo sono arrivate nuove prese di posizione da parte di Confindustria. A fare il punto della situazione e a porre nuovi interrogativi è in particolare il Presidente Carlo Bonomi, intervenuto durante un’assemblea dell’associazione degli industriali tenutasi nella serata di ieri a Cremona.

La questione principale continua a restare il post quota 100, l’opzione di flessibilità previdenziale che scadrà a partire dal primo gennaio 2022 e che pone i lavoratori davanti alla prospettiva di subire uno scalone lungo fino a cinque anni nel caso in cui vengano lasciate valide solo le regole ordinarie della legge Fornero. L’impianto di quest’ultima prevede infatti la maturazione dell’accesso alla pensione di vecchiaia dai 67 anni con 20 anni di versamenti, oppure a quella anticipata a partire da 42 anni e 10 mesi di contribuzione (un anno in meno per le donne) indipendentemente dall’età anagrafica raggiunta.

Secondo questi dati (senza un nuovo intervento) si concretizzerebbe una situazione difficile per molti lavoratori, esclusi dalla pensione anticipata solo per aver maturato all’inizio del 2022 i requisiti che risultavano utili fino al termine del 2021. Una prospettiva che ovviamente appare difficilmente accettabile e che richiede un nuovo intervento da parte del legislatore.

Bonomi sulle pensioni anticipate: serve un cambio di passo sul metodo

Prendendo spunto da quanto appena evidenziato, Bonomi ha quindi puntato il dito contro l’evidente incongruità dei provvedimenti che vengono presi da tempo nel comparto previdenziale. “Per fine ottobre presenteremo una proposta sulle pensioni. L’anno prossimo scadrà quota 100, sto sentendo parlare di quota 101, vogliamo fare altri debiti sulle spalle dei giovani?”, domanda quindi il Presidente di Confindustria

Prendendo spunto da quanto appena evidenziato, Bonomi ha quindi puntato il dito contro l’evidente incongruità dei provvedimenti che vengono presi da tempo nel comparto previdenziale. “Per fine ottobre presenteremo una proposta sulle pensioni".

L’idea è quindi d’intervenire con una logica differente rispetto al passato. “Vogliamo affrontare questo tema seriamente o vogliamo avere un Paese che si inchioda in un dibattito politico senza fine sulle pensioni?” domanda nuovamente, suggerendo che “non è pensabile che a dicembre vai in pensione a 62 anni e a gennaio a 67 anni. Quello che noi chiediamo è il metodo".

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Riforma pensioni: Confindustria contraria alla quota 101

Rispetto poi alla nuova riforma della previdenza gli industriali chiedono di fare attenzione ai riverberi dell’operazione sul debito pubblico e in particolare sulle nuove generazioni.“L’anno prossimo scadrà quota 100, sto sentendo parlare di quota 101: vogliamo fare altri debiti sulle spalle dei giovani?”.

Il riferimento va ovviamente alla differenza intergenerazionale dovuta non solo all’applicazione del calcolo contributivo puro, ma anche al fatto che il debito pensionistico risulterà a carico dei futuri lavoratori. “Pensiamo già alla fase 2, qui siamo ancora alla fase 1, sperando che arrivino i soldi dell’Europa, che non saranno così facili e così celeri".

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