Pensioni anticipate, come si accede alla quota 100 nel 2021 dai 62 anni e con 38 anni di versamenti

Pensioni anticipate, come si accede alla quota 100 nel 2021 dai 62 anni e con 38 anni di versamenti

Le pensioni anticipate tramite quota 100 vedranno l’ultimo anno di sperimentazione nel corso del 2021. Le informazioni da sapere per capire quando fare domanda.

I lavoratori che desiderano andare in pensione anticipata tramite quota 100 si troveranno a confrontarsi con l’ultimo anno di sperimentazione nel corso del 2021. Il governo ha infatti già indicato che a partire dal 2022 l’opzione non risulterà più disponibile, mentre è allo studio un progetto di riforma che dovrebbe evitare il verificarsi di uno scalone per via dei criteri ordinari risalenti alla legge Fornero.

Di fatto, tutti coloro che matureranno almeno 62 anni di età e 38 anni di versamenti potranno continuare a fruire dell’opzione di prepensionamento senza l’applicazione di alcuna penalizzazione. Resterà ovviamente in vigore il divieto di cumulo con redditi da lavoro dipendente o autonomo (eccezione fatta per le attività occasionali entro 5mila euro l’anno). Coloro che dovessero riprendere a lavorare, dovranno effettuare tempestiva comunicazione all’Inps e si vedranno sospendere l’assegno.

Pensioni anticipate 2021 e quota 100: ecco quando presentare la domanda

Stante la situazione appena descritta, è opportuno sottolineare che potranno beneficiare della quota 100 tutti i lavoratori che matureranno i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre 2021. L’opzione è disponibile su base volontaria, pertanto sarà attivata in favore di coloro che chiederanno di utilizzare in modo esplicito il provvedimento di flessibilità. In tal senso, è opportuno ricordare che il diritto si cristallizza per tutti coloro che avranno maturato i requisiti di legge entro la scadenza indicata dalla legge.

Questo significa che la domanda di pensionamento tramite quota 100 per chi raggiungerà i requisiti nel corso del prossimo anno potrà essere inoltrata all’Inps anche successivamente, ad esempio nel 2022. Non è quindi necessario che si concretizzi una corsa alla fruizione dell’opzione, ma risulta indispensabile produrre una nuova opzione di flessibilità per i lavoratori che risultano esclusi dalla tutela per pochi mesi di anzianità anagrafica o contributiva.

Ovviamente, la norma prevede la cessazione del servizio o del rapporto di lavoro, pertanto per poter chiedere l’accesso all’Inps con questa opzione è indispensabile lasciare il proprio lavoro in tempo utile. La domanda di pensionamento può essere presentata in qualsiasi momento successivo a tale evento e ovviamente va fatta coincidere al fine di non trovarsi a subire dei vuoti reddituali. In questo senso, per chi avesse dubbi resta possibile rivolgersi al proprio patronato di fiducia, che provvederà a effettuare un’analisi della situazione e ad inoltrare all’Inps la domanda di pensionamento per conto del richiedente.