Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate: Quota 100 fino al 2021, poi ipotesi 62 anni con taglio dell’assegno

Dal 2022 si rimescolano le carte in merito all’accesso alla pensione anticipata: nuova ipotesi dai 62 anni, ma l’assegno sarà più basso.

Sulle pensioni anticipate continuano a permanere molte ipotesi e poche certezze, stante che la partita non si gioca solo sul piano sociale, ma anche e soprattutto su quello economico. Tra le conferme in arrivo dal governo c’è la fine della sperimentazione relativa alla quota 100, l’opzione sperimentale che consente di accedere all’Inps a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti.

Lo stop provocherà quindi uno scalone che potrebbe comportare fino a cinque anni in più di lavoro per chi dovrà attendere i requisiti previsti dalla legge Fornero. Ed ecco perché vi è allo studio una nuova ipotesi di riforma che dovrebbe garantire il prepensionamento a patto di accettare una piccola decurtazione per ogni anno di anticipo nell’accesso all’Inps.

Riforma pensioni, l’ipotesi dell’uscita dai 62 anni con il 3% di penalizzazione

Tra le numerose ipotesi d’intervento che si sono susseguite nelle ultime ore ce n’è una ripresa dal quotidiano Il Messaggero e che potrebbe finire direttamente sul prossimo tavolo di discussione che si aprirà tra governo e sindacati nel mese di settembre. Nella pratica, il governo punta ad approfondire l’ipotesi di un meccanismo di pensionamento anticipato per tutti i lavoratori a partire dalla maturazione dei 62 anni di età.

Per contenere i costi, a chi dovesse scegliere tale opzione verrebbe però applicata una riduzione sul futuro valore dell’assegno calcolata attorno al 2,8% - 3%. In sintesi, calcolando che l’età ordinaria di quiescenza per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni di età, il taglio massimo che potrebbe essere applicato al futuro assegno è ipotizzabile attorno al 15%. Una percentuale importante, ma comunque più bassa rispetto al -30% che mediamente si prospetta per chi si vede applicare interamente il ricalcolo contributivo della pensione.

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La nuova flessibilità per l’accesso alla pensione e il nodo dei costi

Stante la situazione appena evidenziata, appare chiaro che al momento si tratta solo di un’ipotesi. Nelle scorse settimane è circolata anche la possibilità di aprire la quota 41 a tutti i lavoratori precoci, sebbene applicando interamente il ricalcolo contributivo dell’assegno (quindi con una penalizzazione pesante).

Quest’ultima ipotesi, da sola, avrebbe però il difetto di non garantire un’opzione valida per le donne (che mediamente possiedono in età avanzata 25 anni di versamenti) e per i lavoratori con carriere discontinue o precarie. Anche per questo la nuova opzione di uscita dai 62 anni prevede una platea potenziale importante, stimata nell’ordine dei 150mila pensionamenti l’anno.

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