Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Ammortizzatori sociali

22
Mag 2020

Pensioni anticipate, Ghiselli (Cgil) rilancia l’assegno Covid per chi è stato colpito maggiormente dalla crisi

Secondo il Segretario Confederale della Cgil l’emergenza sanitaria ed economica dovuta al Coronavirus ha evidenziato l’urgenza di mettere in sicurezza lavoratori e pensionati.

La grave crisi del Coronavirus ha colpito duramente i lavoratori ed i pensionati, con la necessità di avviare nuove forme di tutela facendo ripartire il Paese su basi più solide. È quanto afferma il Segretario Confederale della Cgil Roberto Ghiselli all’interno di un’intervista rilasciata per il sito “Collettiva.it”.

A preoccupare, in particolar modo, il sindacalista è il fatto che rispetto al confronto risalente allo scorso febbraio “ora è tutto più complicato”, visto che “vi sono elementi nuovi di cui è necessario tenere conto”. Ma al centro dell’azione sindacale resta sempre la tutela ed il sostegno delle persone, anche considerando i “sacrifici immani” richiesti ai lavoratori con la perdita del reddito o di servizi sociali fondamentali, mentre molti (come nel caso della sanità) hanno pagato con la vita.

L’ipotesi di una pensione Covid per rispondere all’emergenza

Rispetto al quadro appena delineato, il dialogo tra sindacati e governo sulla riforma del sistema previdenziale è stato interrotto lo scorso mese di febbraio e attende quindi di essere riaperto. Le parti sociali hanno chiesto un confronto al Presidente Conte, con l’obiettivo di riaprire anche il tavolo sulla previdenza.

Proprio l’emergenza sanitaria in corso ha infatti messo in evidenza le diverse fragilità del sistema, facendo trasparire al contempo l’urgenza di un intervento. Sulla questione, l’idea avanzata dalla Cgil è di fare ricorso alla leva previdenziale per offrire delle aree di tutela rispetto alle situazioni più fragili.

In particolare, “immaginiamo un anticipo di pensione rispetto all’attuale limite dei 67 anni della pensione di vecchiaia, un’estensione delle platee a cui si rivolge l’Ape sociale e la norma sui precoci”, spiega Ghiselli.

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Riforma pensioni, le categorie destinatarie dell’assegno Covid e le altre garanzie proposte dalla Cgil

Rispetto al quadro appena esposto, nell’ipotesi avanzata dalla Cgil l’estensione delle platea per l’APE sociale e la Quota 41 dovrebbe andare a favorire innanzitutto le quattro casistiche che risultano maggiormente penalizzate dall’attuale emergenza sanitaria. Si tratta dei disoccupati, degli invalidi, dei care giver e di coloro che svolgono lavori gravosi.

Oltre a ciò, Ghiselli suggerisce anche l’avvio di un nuovo strumento finanziato attraverso un contributo diretto delle imprese, con l’obiettivo di agevolare la transizione tra lavoro e pensione davanti ai processi di crisi o di ristrutturazione aziendale. Si pensi, ad esempio, alla possibilità di estendere la platea di strumenti come l’isopensione o i contratti di espansione, che ora sono possibili solo per le aziende più grandi.

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