Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Quota 100

27
Gen 2020

Pensioni anticipate, Damiano propone l’uscita dai 63 anni o con la quota 41 per tutti

Il commento in arrivo sulle nuove pensioni flessibili, in vista del tavolo di confronto di oggi. Sulle tante ipotesi circolate nelle scorse settimane il dirigente Dem richiama alla calma: “no al gioco del lotto”

Cesare Damiano torna sul tema della flessibilità previdenziale, in vista del tavolo negoziale che si terrà questa mattina a partire dalle 11.00 tra governo e sindacati. Secondo quanto evidenziato dal dirigente Dem, la ricerca della soluzione migliore al fine di introdurre maggiore flessibilità in uscita dal lavoro all’interno dell’attuale sistema “non può trasformarsi nel gioco del lotto”.

Il riferimento va alle numerose proposte emerse nelle scorse settimane in merito alla flessibilità previdenziale, ed in particolare alle ipotesi di superamento della legge Fornero e della quota 100. Quest’ultima è prevista in via sperimentale fino al 31 dicembre del 2021, con uno scalone che potrebbe concretizzarsi a partire dall’inizio del 2022.

Damiano invita quindi le controparti a fare ordine all’interno delle numerose ipotesi che si sono finora succedute, suggerendo la ricerca di una soluzione che possa risultare strutturale e quindi duratura nel tempo. Per realizzare questo obiettivo, suggerisce di partire dalla ricerca delle coperture necessarie a garantire il successo dell’operazione, visto che le risorse a disposizione risultano limitate.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni anticipate Quota 100 e prestito TFR: i tempi si allungano ancora, il CdS rinvia la decisione

Pensioni flessibili: l’ipotesi di rafforzare l’APE sociale a partire dai 63 anni di età

Per cercare di risolvere il rebus, la proposta avanzata da Cesare Damiano consiste nel prendere come riferimento l’età di uscita dal lavoro consentita dall’APE sociale, corrispondente ai 63 anni di età. Si tratta infatti di un meccanismo già consolidato e che è risultato particolarmente efficace nel garantire un sostegno ai lavoratori in età avanzata e con situazioni di disagio.

Rispetto invece al vincolo all’accesso di tipo contributivo, per l’esponente Dem si potrebbe dividere “la platea dei lavoratori in due parti: la prima, quella di chi svolge lavori usuranti e gravosi. In questo caso dovrebbero bastare, accanto ai 63 anni, i 35 di contributi (Quota 98). Per gli altri lavoratori si potrebbe immaginare un meccanismo di vere Quote: 63 anni e 37 di contributi o 64 con 36 di contributi”. Il tutto permettendo contemporaneamente a tutti i lavoratori precoci di ottenere l’accesso alla pensione con la quota 41, indipendentemente dall’età effettivamente maturata.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni anticipate, oggi 27 gennaio si apre il tavolo tra governo e sindacati per superare la legge Fornero