Autore: B.A

30
Gen 2020

Pensioni anticipate: Come funzionerebbe quota 99?

La proposta del sottosegretario Puglisi viene avallata anche dall’ex Ministro Cesare Damiano. Ecco come funzionerebbe questa proposta di riforma.

Per l’ex Ministro del Lavoro ed ex Presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei deputati, Cesare Damiano, la quota 100 va superata e va fatto secondo una strada che porta alle uscite a 63 anni di età. Anche Damiano propone una sua personale misura atta a garantire la flessibilità in uscita di cui il sistema ha bisogno. Una specie di quota 99, più o meno come quella che qualche giorno fa ha proposto il sottosegretario all’economia Puglisi. Di cosa si tratta e come potrebbero lasciare il lavoro gli interessati? ecco la riforma secondo la soluzione di Damiano.

La proposta di Damiano è una pensione flessibile dai 63 anni di età

Andare in pensione a 63 anni secondo Damiano sarebbe giusto e soprattutto fattibile, visto che proprio 63 anni è l’età minima di uscita con l’Ape sociale per esempio. Damiano propone una misura strutturale, cioè senza scadenza o sperimentazione, che consente l’uscita dal lavoro a scelta da parte del lavoratore, ma a partire dai 63 anni. Un anno in meno dell’età minima di quota 102, che è una delle proposte più in voga del momento ed un anno in più di quanto permette di fare oggi la quota 100.

Damiano spiega che a partire da quel limite di età, un lavoratore dovrebbe poter essere libero di scegliere quando lasciare il lavoro, purché abbia minimo 35 anni di contributi o al massimo 36. Uscite quindi con quota 99, ma flessibili, questo ciò che propone il rappresentante del PD, famoso pure per un disegno di legge da molti anni depositato in Parlamento, il DDL 857. Anche in quel caso Damiano proponeva una misura flessibile di uscita a partire dai 63 anni, una proposta vecchia ma che evidentemente adesso è tornata in auge visto che il cantiere previdenziale è ufficialmente partito il 27 gennaio con il primo incontro tra sindacati e rappresentanti dell’esecutivo.

Una vera flessibilità, non solo sull’età pensionabile

Per Damiano se flessibilità deve essere è bene che riguardi sia i contributi che l’età. Infatti se si deve parlare di quota, dal momento che con questo termine si indica una possibilità di uscita dal lavoro sommando età e contribuzione versata, occorre che la somma possa essere raggiunta a diverse età ed a diversi montanti contributivi. Una delle anomalie di quota 100 per è sempre stata il fatto che la pensione si poteva raggiungere dai 62 anni di età ma con 38 di contributi, gli stessi necessari per esempio, ad un soggetto di 63 anni che di fatto esce dal lavoro non con quota 100, ma con quota 101. Ecco perchè Damiano pensa ad una misura che possa consentire per esempio, di andare in pensione con 63 anni di età e 36 di contributi, ma anche con 64 anni di età e 35 di contributi.