Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate 2021 per lavoratori precoci: dalla legge Fornero alla Quota 41

Nel 2021 si confermano le regole di accesso alla pensione anticipata per i lavoratori precoci: l’uscita ordinaria richiede almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti, quota 41 disponibile solo in caso di disagio.

Le regole di uscita per i lavoratori precoci resteranno sostanzialmente stabili nel corso del 2021. La legge di bilancio non prevede infatti grandi interventi correttivi per il settore previdenziale, salvo per la proroga di alcune opzioni in corso di scadenza. L’impianto normativo delinea quindi l’accesso alla pensione anticipata ordinaria secondo quanto previsto dalla legge Fornero.

In particolare, potranno fruire dell’uscita dal lavoro per anzianità tutti coloro che avranno maturato almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti presso l’Inps. Per le donne, si conferma lo sconto di un anno rispetto ai requisiti appena esposti, pertanto risulterà necessario aver versato all’ente almeno 41 anni e 10 mesi di contributi. Ricordiamo che in merito all’opzione non è richiesta la maturazione di una specifica soglia anagrafica.

Per fare un confronto, il principale parametro di riferimento è quello della pensione di vecchiaia, che nel 2021 si conferma stabile a 67 anni con almeno 20 anni di versamenti. È chiaro che la pensione anticipata senza vincoli di età si rivolge in particolare ai cosiddetti lavoratori precoci, cioè a coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età potendo dimostrare una buona continuità lavorativa.

Pensioni anticipate e quota 41: resta possibile l’uscita flessibile per chi vive situazioni di disagio o svolge attività gravose e usuranti

Nel corso del prossimo anno resta valida anche la possibilità di fruire della quota 41 per chi rientra negli specifici casi indicati dal legislatore. L’opzione punta a garantire uno sconto contributivo sui requisiti della pensione anticipata ordinaria in favore di chi vive difficoltà lavorative dopo aver accumulato oltre quattro decenni di versamenti. Per i beneficiari non è prevista l’applicazione di alcuna penalizzazione sull’importo dell’assegno.

Dal punto di vista pratico, è indispensabile però aver accumulato almeno un anno di versamenti prima del 19mo anno di età. Bisogna inoltre rientrare all’interno di uno dei quattro casi indicati dal legislatore, ovvero quello dei disoccupati in età avanzata che hanno terminato la disoccupazione (Naspi), dei cargivers, degli invalidi (con riconoscimento uguale o superiore al 74%) e di coloro che hanno svolto le attività gravose e usuranti riconosciute dalla legge.

Da tempo i sindacati premono per un’estensione della quota 41 in favore di tutta la platea complessiva dei lavoratori. In alternativa, si domanda al governo di allargare il bacino di potenziale utilizzo dell’opzione, ad esempio in favore di quei lavoratori che subiscono un maggiore rischio sanitario per via della pandemia in corso.