Pensioni anticipate 2021, maxi uscita con anticipo di 7 anni tramite isopensione in legge di bilancio

Nella legge di bilancio 2021 viene confermata la proroga delle pensioni anticipate tramite il meccanismo di isopensione fino al 2023. Ecco i requisiti da possedere per beneficiare della misura di flessibilità.

Sulle pensioni anticipate arriva una conferma importante all’interno della legge di bilancio 2021. Con l’approvazione della nuova manovra è stata infatti prorogata la possibilità di accedere all’Isopensione fino al 2023. Si tratta di un meccanismo disponibile solo in favore di una parte della platea dei lavoratori, che permette però un importante sconto rispetto ai requisiti di quiescenza ordinari.

La normativa generale in vigore mantiene infatti anche per il nuovo anno i tradizionali requisiti di accesso all’Inps. Chi non beneficia di opzioni in deroga deve perciò attendere la maturazione dei 67 anni di età con almeno 20 anni di contribuzione. In alternativa è possibile utilizzare la pensione anticipata prevista dalla legge Fornero, che richiede almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti (un anno in meno per le donne).

L’isopensione permette invece uno sconto fino a 7 anni per le lavoratrici e i lavoratori del settore privato (sono pertanto esclusi coloro che risultano impiegati nella pubblica amministrazione). Un apposito emendamento della finanziaria sostiene la proroga sperimentale dell’articolo n.1 della legge 205/2017. Gli anni di sconto sono da considerarsi sia in riferimento alla maturazione della pensione di vecchiaia, sia rispetto a quella anticipata attualmente in vigore.

Pensioni anticipate 2021: con l’isopensione possibile uno sconto fino a 7 anni

L’Isopensione è un meccanismo ormai consolidato. Disponibile sin dal lontano 2012, riguarda le aziende con almeno 15 dipendenti che vivono situazioni di ristrutturazione aziendale. L’attivazione del meccanismo di tutela richiede però necessariamente il coinvolgimento di Inps e sindacati. L’accordo siglato dalle parti può consentire un prepensionamento con oneri a carico dell’azienda.

Il lavoratore riceve un assegno di esodo corrispondente al futuro valore della pensione (chiamato isopensione) fino alla data di maturazione dei requisiti di vecchiaia o dell’uscita anticipata. L’azienda si occuperà anche di versare la contribuzione figurativa connessa all’assegno di esodo. Ovviamente, i costi appena evidenziati necessitano di una sufficiente solidità da parte dell’azienda coinvolta nell’attività di ristrutturazione (la pratica richiede infatti il rilascio di una fideiussione bancaria all’Inps da parte del datore di lavoro).

Pensioni flessibili, ecco chi può beneficiare dell’isopensione nel 2021

Rispetto alla platea dei potenziali beneficiari, si conferma innanzitutto la necessità di risultare impiegati in un’azienda con più di 15 dipendenti e in fase di ristrutturazione aziendale. I lavoratori potenzialmente coinvolti devono avere un’età stimata attorno ai 60 anni per l’anticipo massimo rispetto all’assegno di vecchiaia. Resta possibile anche il prepensionamento rispetto alla pensione anticipata della legge Fornero.

In questo caso, sarà necessario aver maturato almeno 36 anni di versamenti (un anno in meno per le donne). Lo scivolo è disponibile su base sperimentale fino al termine del 2023, ma per sapere in modo preciso chi vi potrà rientrare sarà necessario attendere di conoscere il dato consolidato sull’aspettativa di vita che dovrà essere certificato dall’Istat.