Pensioni anticipate 2021: l’uscita per i nati dal 1958 ma non per tutti

Pensioni anticipate 2021: l'uscita per i nati dal 1958 ma non per tutti

Un altro anno di funzionamento per l’Anticipo pensionistico sociale e uscita a 63 anni, ma con un assigno temporaneo fino ai 67 anni

Nella legge di Bilancio è stata confermata l’Ape sociale e già per i nati le 1958 si possono aprire le porte della quiescenza. La misura probabilmente è l’unica attualmente in vigore (ma il discorso vale anche per quota 41, pur con le dovute differenze) che rispecchia i parametri Ue.

Infatti misure di anticipo previdenziale da anni sono viste in maniera negativa da Bruxelles che continua a chiedere misure che riducano la spesa pubblica, pensioni comprese.

E adesso che c’è in ballo la questione del Recovery Fund, la situazione non è certo cambiata, anzi, perché la riforma di cui tanto si parla non potrà certo prevedere misure che aumentino la spesa previdenziale per lo Stato. I soldi del Recovery Fund alcune condizionalità le contengono per forza.

Piuttosto bisogna consentire al massimo, uscite anticipate per le persone più disagiate. E l’Ape sociale va proprio in questa direzione, come si capisce dalla platea di soggetti a cui è destinata. Infatti l’uscita a 58 anni anche nel 2021 sarà appannaggio solo di determinate categorie di assicurati.

Ape sociale 2021, breve guida

L’Ape sociale è una misura più assistenziale che previdenziale dal momento che si tratta di una specie di reddito ponte che accompagna i lavoratori ai 67 anni della pensione di vecchiaia. La misura consente di lasciare il lavoro con un assegno mensile pari alla pensione maturata nel momento in cui si esce con la misura.

Un assegno che dura dai 63 ai 67 anni, perché nel momento del raggiungimento dell’età pensionabile per il beneficiario dell’Ape si passerà dal beneficio dell’Anticipo pensionistico alla vera pensione di vecchiaia.

Dall’Ape alla pensione di vecchiaia gli importi dell’assegno non dovrebbero cambiare dal momento che l’assegno percepito con l’Ape sociale è calcolato alla stregua di quello della pensione di vecchiaia, in base al montante dei contributi alla data di uscita.

Ciò che si percepirà di più sono gli eventuali assegni familiari e la tredicesima mensilità (e se spettante anche la quattordicesima). L’Ape sociale infatti non è integrata al trattamento minimo, non viene adeguata al tasso di inflazione, non prevede mensilità aggiuntive come la tredicesima e non è reversibile al coniuge superstite o agli altri familiari superstiti in caso di decesso.

Ape sociale 2021, la platea dei beneficiari

Per avere accesso all’Ape sociale nel 2021 occorre avere 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi versati. Bisogna essere alternativamente disoccupati che da tre mesi sono senza Naspi, invalidi con almeno il 74% di disabilità accertata e soggetti che da 6 mesi assistono un parente disabile con invalidità almeno al 74%.

Per questi soggetti bastano 30 anni di contributi versati. Ne servono 36 per i lavori gravosi, altra categoria di soggetti a cui l’Ape è destinata. Va ricordato che per lavori gravosi si intendono:

  • Operai dell’edilizia, della manutenzione degli edifici e dell’industria estrattiva;
  • Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • Conciatori di pelli;
  • Macchinisti dei convogli ferroviari e personale ferroviario viaggiante;
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • Infermieri ed ostetriche con lavoro organizzato in turni e nelle sale operatorie e sale parto;
  • Badanti e addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • Operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca;
  • Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • Lavoratori del settore siderurgico;
  • Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.
    L’attività gravosa deve essere stata svolta per 7 degli ultimi 10 anni di carriera o per 6 degli ultimi 7.