Pensioni anticipate 2021 e Quota 41 per lavoratori precoci: attenzione alla scadenza del 1° marzo

Pensioni anticipate 2021 e Quota 41 per lavoratori precoci: attenzione alla scadenza del 1° marzo

Si avvicina la prima scadenza relativa alle pensioni anticipate con la quota 41: per fruire della prima finestra utile bisognerà rispettare il termine del prossimo 1/03. Tutte le informazioni da tenere in considerazione.

Sulle pensioni anticipate per lavoratori precoci si avvicina una importante scadenza. Entro poche settimane terminerà infatti la prima finestra utile prevista dall’Inps al fine di inviare la propria domanda di uscita flessibile dal lavoro. La scadenza è importante perché permette ai pensionandi di beneficiare della prima istanza dell’anno, al fine di garantirsi l’accesso agevolato alle tutele garantite dall’ente previdenziale.

Per coloro che possiedono i requisiti di legge, il vantaggio rispetto ai criteri ordinari di pensionamento è oggettivo. La pensione di vecchiaia richiede infatti la maturazione di almeno 67 anni di età (con 20 anni di versamenti). L’uscita anticipata prevista dalla legge Fornero è invece consentita a partire dai 42 anni e 10 mesi di versamenti (un anno in meno per le donne). Chi rientra nelle tutele della quota 41 può quindi ottenere uno sconto importante rispetto ai criteri ordinari di quiescenza.

Per la pensione anticipata tramite quota 41 dei lavoratori precoci la scadenza è il prossimo 1° marzo

Stante la situazione appena evidenziata, è opportuno sottolineare che l’accesso alla quota 41 non avviene in modo automatico pur in presenza dei requisiti di legge. Spetta al lavoratore fare esplicita richiesta di fruizione della misura di tutela. La prima finestra utile prevista dall’Inps richiede che la domanda sia inviata entro il 1° marzo 2021. Il lavoratore dovrà procedere con una doppia pratica.

Prima di tutto è necessario chiedere il riconoscimento dei requisiti di accesso alla quota 41. Una volta ottenuto il via libera dall’Inps, è possibile inoltrare la domanda vera e propria di pensionamento. La misura è disponibile per tutti coloro che hanno effettuato almeno 41 anni di versamenti potendo vantare contemporaneamente 12 mesi di anzianità contributiva prima del compimento del 19mo anno di età.

Allo stesso tempo, bisogna rientrare all’interno di uno dei casi di tutela previsti dalla legge. Tra questi rientrano i disoccupati di lungo termine, i caregiver, gli invalidi (con riconoscimento uguale o superiore al 74%) e coloro che hanno svolto le attività gravose e usuranti inserite nelle apposite liste.

In pensione con la quota 41: come e quando presentare la domanda di accesso alla misura

Dal punto di vista pratico, l’Inps ha previsto tre differenti finestre di accesso in virtù del monitoraggio delle risorse. La prima scade il prossimo 1° marzo 2021, la seconda il 30 giugno 2021 e la terza (istanza tardiva) il 30 novembre 2021. Una volta verificata la presenza dei requisiti, l’Inps comunica al lavoratore l’accoglimento dell’istruttoria. Di seguito sarà quindi possibile inoltrare la domanda vera e propria di accesso alla pensione.

A tal proposito, è fondamentale chiarire che il futuro pensionato non può cumulare la prestazione pensionistica con i redditi da lavoro (dipendente o autonomo) fino a quando non maturerà i requisiti ordinari della pensione anticipata evidenziati in precedenza. Le due istanze possono essere inoltrate in autonomia dal lavoratore tramite il portale dell’Inps, il contact center o facendo ricorso ai servizi del proprio patronato di fiducia.