Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Quota 100

7
Gen 2020

Pensioni anticipate 2020: ultime novità su quota 100, flessibilità e lavori di cura

Le pensioni anticipate continuano a restare al centro del dibattito pubblico. In arrivo nuovi dati sulla previdenza nel 2020, tante le richieste di maggiore flessibilità per l’accesso all’Inps.

Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 7 gennaio 2020 vedono arrivare nuovi dati e proiezioni sulla quota 100 e sulla spesa complessiva del comparto previdenziale da parte del CIV. I dati sono stati ripresi dalla stampa finanziaria con un’interessante analisi di approfondimento.

Nel frattempo dalla Lega si torna a prendere posizione contro la legge Fornero e la possibile abolizione della Quota 100. Anche dal Movimento 5 Stelle si ribadisce l’importanza dell’opzione nel flessibilizzare l’accesso alla quiescenza. Mentre dai comitati dei lavoratori si chiede di flessibilizzare l’accesso all’Inps e di valorizzare il lavoro di cura delle donne.

Pensioni, meno richieste per quota 100, ma il costo complessivo per la previdenza sara di 233 miliardi di euro

Dalla stampa specializzata arriva una nuova stima del costo complessivo delle pensioni per il bilancio dell’Inps, con oneri che purtroppo sembrano diventare sempre più importanti. Tutto ciò, nonostante una spesa per le uscite anticipate tramite quota 100 che risulta in forte flessione rispetto alle ipotesi e stime governative che hanno caratterizzato l’avvio dell’opzione.

A riprendere i numeri elaborati dal CIV per il 2020 in paragone alla spesa generale ed al meccanismo che consente l’accesso anticipato alla pensione (a partire dai 62 anni di età e dai 38 anni di versamenti) è il Sole 24 Ore, che ha parlato di una costo complessivo per il bilancio pubblico di 233 miliardi di euro.

Questo nonostante nell’anno in corso si risparmierebbero circa 600 milioni di euro per la Q100, con un evidente vantaggio in paragone alle precedenti ipotesi di costo. Nonostante questa nota positiva, il peso complessivo della spesa per le pensioni è destinata a salire nel 2020 dello 0,8%.

Salvini (Lega) sulla riforma delle pensioni: “mai tornare alla Fornero”

Con l’inizio del nuovo anno il leader della Lega Matteo Salvini è tornato su una delle misure chiave del precedente esecutivo, ribadendo la necessità di confermare le uscite anticipate tramite la quota 100. Secondo l’esponente leghista, nessun passo indietro è possibile.

“Tornare alla legge Fornero? Mai. Parola d’onore” ha detto durante un recente video pubblicato sulla propria pagina facebook. In tal senso, Salvini ha ribadito che “se proveranno a cancellare la quota 100 e se proveranno a cancellare i decreti sicurezza, faremo le barricate dentro il Parlamento noi” mentre “voi fuori dal parlamento in maniera pacifica e democratica”.

Insomma, sembra che le pensioni possano continuare ad essere uno dei temi chiave della discussione elettorale anche per le prossime regionali in programma in Emilia Romagna. Sul punto Salvini è infatti tornato ad insistere, evidenziando che il comparto previdenziale continuerà a restare tra i temi più rilevanti nei prossimi comizi.

Movimento 5 Stelle: Quota 100 pilastro dell’Italia di oggi e di domani

Dall’account Twitter del Movimento 5 Stelle arriva un nuovo elogio alle pensioni anticipate tramite quota 100. Attraverso un post ed un video diffusi all’interno dal popolare social network il M5S ha quindi enfatizzato il ruolo dell’opzione per agevolare l’accesso all’Inps. “Insieme al Reddito di Cittadinanza è stata la prima risposta alle politiche di austerità del passato”, si legge all’interno del tweet pubblicato recentemente.

Il testo prosegue ricordando i requisiti di accesso alla pensione anticipata: “chi ha compiuto 62 anni ed ha versato almeno 38 anni di contributi potrà finalmente andare in pensione”. Il videomessaggio si conclude con alcuni interventi registrati trai i cittadini, nel quale si conferma la bontà dell’opzione.

Armiliato (CODS): “urgente valorizzare il lavoro di cura”

All’interno del Comitato Opzione Donna Social si è tornati a rimarcare la necessità di valorizzare ai fini previdenziali il lavoro di cura svolto dalle donne, attraverso la ripresa del dossier a cura di Bankitalia e intitolato “Gender gaps in the italian economy”, risalente ad alcune settimane fa.

“Uno studio che ha calcolato che, rispetto al lavoro di cura domestico ordinario, l’impegno degli uomini è pari a 8,13 ore a settimana mentre quello delle donne è pari a 29,68 ore”, ha ricordato la fondatrice del CODS Orietta Armiliato. D’altra parte, secondo l’amministratrice del Comitato “questi numeri rendono incontestabile l’urgenza che il lavoro di cura debba essere valorizzato, per le Donne lavoratrici, quantomeno in termini previdenziali”.

D’Achille (Pensioni e Lavoro): “tutti concordano che 67 anni sono troppi”

“A quanto sembra, per superare la Fornero tutti concordano che i 67 anni siano troppi: si va verso i 62-64 anni, ma in cambio di un ricalcolo interamente contributivo, così com’è dal 2004 per opzione donna”. Lo afferma Mauro D’Achille, amministratore del gruppo Facebook “Pensioni e Lavoro: Problemi e Soluzioni”, commentando le ultime proposte di riforma del settore previdenziale in arrivo dagli esperti Brambilla, Tridico e Leonardi.

Secondo l’amministratore del gruppo, “così come il martellante tam tam populistico avverso le cosiddette pensioni d’oro ha permesso anche a menti più elevate delle nostre di diventare argomento di discussione comune (in questo eravamo stati facili profeti, purtroppo!) personalmente ritengo ipotizzabile il calcolo interamente contributivo soltanto per coloro che non abbiano alcun tipo di problematica.

Va invece assolutamente mantenuto per le quattro categorie social! Ed è in tale direzione che va, e per questo andrebbe sostenuto, il ddl Nannicini. Confidiamo che i tavoli programmati per affrontare il problema dello scalone che si porrà ad inizio 2022 si avviino quanto prima, con la differenziazione dei requisiti legati all’aspettativa di vita per tipologia di lavoro svolto”, ha quindi concluso D’Achille.