Autore: Stefano Calicchio

Pensione - Ammortizzatori sociali

Pensioni anticipate 2020, tra Coronavirus e crisi economica occhi puntati sul 13 marzo

Cresce la preoccupazione per la riforma sulle pensioni per via delle conseguenze economiche del Coronavirus, mentre dal Parlamento si torna ad evidenziare la necessità di giungere alla parità di genere.

Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 5 marzo 2020 vedono emergere nuove preoccupazioni in merito alla riforma del settore rispetto alla crisi economica sviluppatasi con l’emergenza Coronavirus. Gli occhi dei lavoratori restano puntati al prossimo 13/3, quando si dovrà tenere il prossimo confronto tra governo e sindacati, seppure al momento regna la massima incertezza rispetto alle risorse che potranno essere messe in campo. Nel frattempo dal Parlamento si torna a parlare di parità di genere.

La riforma delle pensioni al banco di prova del Coronavirus

L’avvio di un meccanismo di pensionamento anticipato in grado di superare finalmente la rigidità della legge Fornero resta molto atteso tra i lavoratori, sebbene in molti si chiedano in che modo potrà evolvere la situazione dopo l’emergenza Coronavirus. Il prossimo confronto tra governo e sindacati è infatti fissato il 13 marzo 2020, ma al momento non possono essere esclusi rinvii dovuti alla grave situazione sanitaria.

A preoccupare fortemente è anche la crisi economica in corso di sviluppo, ormai certificata da tutti gli organismi tecnici internazionali ed in merito alla quale non è ancora chiaro quale sarà la reale portata. Risale solo alla giornata di ieri l’ultimo allarme in ordine di tempo arrivato dall’agenzia Standard / Poor’s, secondo la quale il Pil italiano si contrarrà dello 0,3% annuo, con un dato in calo dello 0,7% rispetto alle previsioni iniziali (+0,4%).

Nella pratica, appare ormai certo che il Coronavirus porterà l’Italia all’interno di una nuova recessione nel corso del 2020. Una prospettiva che, nonostante le possibili azioni di sostegno all’economia, sembra condurre comunque ad una strada in salita per la riforma del sistema previdenziale.

Tutto ciò avviene infatti all’interno di un contesto nel quale il governo aveva già indicato la volontà di voler procedere a ripensare il sistema pensionistico mantenendo un’elevata attenzione sulle risorse. Per capire in che modo evolverà la situazione non resta quindi che attendere il confronto che si terrà tra circa una settimana presso il Ministero del Lavoro.

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Incerti (PD): portare avanti la parità di genere

Nel frattempo dalla Camera dei Deputati arriva un nuovo richiamo alla necessità di ripristinare la parità di genere. Secondo l’On. Antonella Incerti, “non è solo per l’approssimarsi della data simbolica dell’8 marzo, e anche i simboli hanno valore, ma per continuare un impegno che questo Parlamento sta portando avanti per la parità di genere”.

L’esponente Dem richiama il problema della “conciliazione tra vita professionale, familiare, privata” evidenziando “una dicotomia tra tempo di lavoro e non lavoro così difficile da separare, dato che per una donna il tempo di non lavoro è il tempo dedicato al ‘lavoro di cura e al lavoro domestico”.

Infatti “ai più il lavoro di cura e’ sconosciuto in una realtà come quella italiana che conta moltissimo sul lavoro NON pagato e NON retribuito”. Per questo motivo, la parlamentare conclude ricordando che “forse più che di conciliazione dovremmo parlare di condivisione e di redistribuzione dei ruoli”.

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