Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate 2020: le uscite con quota 100, Ape sociale e opzione donna in rallentamento

Gli ultimi dati in arrivo dal monitoraggio Inps indicano un calo importante per le domande di accesso anticipato alla pensione tramite la quota 100 e le altre opzioni di flessibilità, ma si esce in media a 61 anni di età.

Dall’ente pubblico di previdenza arrivano nuovi aggiornamenti in merito alle richieste di quiescenza registrate nel primo semestre del 2020. Secondo quanto indicato all’interno dl report diffuso negli ultimi giorni, il numero complessivo delle pensioni di anzianità o anticipate che si sono registrate durante lo scorso semestre corrisponde a 97671 richieste.

Il trend risulta pertanto in evidente rallentamento. Per comprenderlo basta effettuare il confronto con il numero complessivo di uscite anticipate registrate lo scorso anno, corrispondente a 204741 unità. A tal proposito, è importante ricordare che le sperimentazioni disponibili nel 2019 continuano a restare accessibili anche nell’anno in corso.

Pensioni flessibili, ancora possibile utilizzare quota 100, APE sociale e opzione donna

Rispetto a quanto appena evidenziato, continua a restare in essere la possibilità di uscire dal lavoro a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti, senza subire alcuna penalizzazione sul proprio assegno, ma rinunciando alla propria attività lavorativa. La quota 100 è stata accolta in modo tiepido rispetto alle ipotesi iniziali probabilmente per via dell’impatto dei mancati versamenti sul futuro assegno rispetto alla pensione di vecchiaia, posto che attendere qualche anno in più per l’uscita dal lavoro consente di beneficiare di una pensione più alta.

Restano inoltre in essere l’APE sociale e l’opzione donna. La prima consente l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e con almeno 30-36 anni di versamenti per i profili di tutela previsti dal legislatore (caregiver, disoccupati, invalidi e lavoratori che hanno svolto attività gravose o usuranti). L’opzione donna consente invece l’uscita dai 58 anni di età (59 anni se lavoratrici autonome) e con almeno 35 anni di versamenti, accettando però il ricalcolo interamente contributivo del proprio assegno (con una penalizzazione che può arrivare a toccare anche il -20/30%).

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Pensioni di vecchiaia a 67 anni, l’anticipo medio a 61 anni

Per quanto concerne l’età media di accesso alla pensione anticipata, il dato registrato dal monitoraggio dei flussi per il primo semestre 2020 indica 61 anni e 4 mesi per gli uomini e 61 anni per le donne. L’evidenza statistica risulta inferiore di circa un anno rispetto a quanto non è avvenuto nel corso del 2019, probabilmente in virtù della corsa alla quiescenza dettata dalla crisi del Coronavirus e dalle inevitabili conseguenze sull’economia e sulle aziende.

Oltre a ciò, è opportuno anche ricordare che i parametri utili per maturare l’accesso alla pensione di vecchiaia restano fissati nel corso del 2020 a 67 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione. L’anticipo medio per i lavoratori che riescono ad accedere a una qualsiasi forma di prepensionamento risulta quindi di circa 5-6 anni.

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