Autore: Luigi Crescentini

Banche

Pensioni a rischio, Bankitalia: «Il sistema potrebbe collassare»

Il sistema previdenziale è a rischio per i prossimi anni: non è da escludere un possibile taglio degli assegni.

Sicuramente la crisi causata dall’emergenza epidemiologica in corso nel nostro Paese sta avendo le sue ripercussioni sul sistema economico e inevitabilmente anche sul sistema previdenziale. I problemi principali da affrontare sono due: l’aumento della disoccupazione e il calo dei rendimenti finanziari.

Questi due fattori sono quelli che attualmente stanno influendo negativamente sulle pensioni. Nello specifico, l’aumento della disoccupazione ha non solo ridotto le entrate contributive ma ha anche aumentato gli esborsi, dato che molti lavoratori che hanno perso il lavoro in età avanzata, tenderanno, qualora possiedono i requisiti adatti, ad accedere anticipatamente alla pensione.

L’Italia si trova davanti ad una situazione difficile dal punto di vista previdenziale: da un lato l’aumento dei disoccupati (quindi meno lavoratori che pagano i contributi); dall’altro l’aumento del numero di pensionati. E’ chiaro che tutto questo graverà sulle casse INPS anche sui prossimi anni e qui la domanda sorge spontanea: per quanto ancora potrà reggere il sistema previdenziale?

Pensioni a rischio: l’allarme di Bankitalia

Di certo se non si provvederà a trovare una soluzione tempestiva è probabile che si dovrà procedere con un taglio sulle pensioni in quanto si arriverà al punto che i fondi non basteranno più per pagare gli assegni previdenziali e assistenziali. A lanciare l’allarme è stato Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, durante gli Stati Generali delle Pensioni. L’economista ha spiegato come la crisi pandemica ha avuto gravi ripercussioni sul sistema pensionistico.

Un sistema che già prima dell’emergenza Covid presentava delle lacune. Ma un dato di fatto è quello del PIL che nel 2020 ha registrato un crollo del 10%. E’ chiaro che per recuperare e tornare ai livelli prima della crisi pandemica ci vorranno anni.

Ad oggi il problema più grande è proprio la disoccupazione: anche con la proroga del blocco dei licenziamenti non si riuscirà a colmare il vuoto lasciato dai lavoratori disoccupati. Le aziende che attualmente si trovano a dover fare i conti con la crisi post Covid, sono costrette a licenziare i propri dipendenti. Si teme dunque un futuro collasso del sistema pensionistico: non tanto dovuto a Quota 100 che comunque ha solamente aumentato gli esborsi ma per il fatto che l’Italia non potrà ancora reggere per molto questa situazione e si ritroverà al punto di non poter più sostenere le future spese per le pensioni. Bisogna, dunque, assumere la consapevolezza che il sistema previdenziale potrebbe essere vicino al collasso.

Sistema previdenziali pronto al collasso: il taglio sugli assegni potrebbe essere una soluzione?

Occorre trovare una soluzione al più presto: una delle opzioni considerate è quella di intervenire con il taglio sugli assegni. Come viene spiegato dal portale «Money», per le pensioni future, ad esempio servirebbe un calcolo fatto interamente con il sistema contributivo anche per i contributi versati prima del 1996, mentre, per gli assegni in essere, potrebbe esserci un taglio percentuale proporzionato all’importo dell’assegno.

Duri sacrifici per gli italiani, tuttavia, necessari per cercare di rimediare alle gravi problematiche del sistema previdenziale. L’avvertimento da parte di Bankitalia è chiaro: da adesso in poi si dovrà cercare una soluzione per evitare di ritrovarsi, in tempi futuri, in una situazione peggiore rispetto a quella che stiamo vivendo oggi.