Autore: Stefano Calicchio

Pensione

5
Feb 2020

Pensioni a punti, in Francia continuano le tensioni: scioperi e mobilitazioni in strada, 22mila emendamenti in Parlamento

L’economia francese frena dopo che le mobilitazioni sulle pensioni costringono il Pil al segno meno. Ma in Parlamento arriva il testo della nuova legge, che prevede l’avvio degli assegni a punti e la soppressione dei regimi speciali.

All’inizio della settimana in Francia si è aperto il dibattito parlamentare sulla riforma delle pensioni, con l’esame del testo finale che prevede di ripensare l’intero sistema attraverso l’introduzione di un meccanismo a punti per la maturazione dell’accesso alla quiescenza. Allo stesso tempo, il nuovo corso in via di approvazione prevede la soppressione degli oltre 40 regimi speciali che attualmente offrono tutele straordinarie a specifici gruppi di lavoratori.

Nell’Assemblea Nazionale si prepara un percorso difficile e complesso. La battaglia parlamentare vede arrivare un vero e proprio record di emendamenti alla riforma previdenziale, toccando il record di 22mila proposte correttive. L’idea è di fare resistenza passiva, rallentando l’adozione del testo.

L’ostruzionismo è rivendicato dall’opposizione, spiegando che in questo modo si traduce nell’aula parlamentare l’impegno alla mobilitazione della gente comune. “Rivendichiamo l’ostruzionismo, perché se un sindacalista sciopera per 43, 45 o 50 giorni e perde tutto il suo stipendio, anche i deputati devono fare il loro dovere e usare tutte le armi possibili per ritardare l’approvazione finale”, ha spiegato a Le Monde Alexis Corbière di “La France Insoumis” (FI).

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Riforma pensioni, continuano le giornate di protesta sul suolo francese

Nel frattempo proseguono le mobilitazioni e le proteste in Francia. Negli scorsi giorni si sono riuniti i collettivi di diverse professioni, tra cui avvocati, infermieri, piloti e altre categorie. Al centro delle richieste la necessità di mantenere in funzione gli attuali regimi speciali, che verrebbero soppressi dalla nuova riforma. Scioperi che hanno avuto anche serie conseguenze sull’economia del Paese.

Risale infatti solo a pochi giorni fa la notizia della contrazione del Pil nell’ultimo trimestre del 2019. Uno 0,1% sul quale sembrano pesare i mesi di sciopero e di protesta portati avanti dalla popolazione. Dal Ministro dell’Economia Bruno Le Maire arrivano parole distensive e si richiama ad un calo temporaneo, che “non mette in discussione i fondamentali dell’economia francese”. Insomma, la sfida sul terreno delle pensioni sembra destinata a proseguire ancora per le prossime settimane senza esclusione di colpi (e contraccolpi).

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