Pensioni, a gennaio solo il conguaglio una tantum, le cifre fascia per fascia

Pensioni, a gennaio solo il conguaglio una tantum, le cifre fascia per fascia

La rivalutazione delle pensioni nel 2021, il decreto del 16 novembre e cosa si è deciso.

Uno degli argomenti che più ha causato discussione anche in seno alla maggioranza di governo in queste settimane è stata la rivalutazione delle pensioni. Ogni anno le pensioni si adeguano al tasso di inflazione, con quel meccanismo di indicizzazione o perequazione che è una costante ogni anno.

A gennaio però la rivalutazione non dovrebbe produrre effetti sulle pensioni, lo sottolinea bene il quotidiano “Il Giornale” che fa il punto della situazione su cosa i pensionati dovranno attendersi a gennaio, fascia per fascia come prevede il meccanismo perequativo. Ci dovrebbe essere un conguaglio a favore dei pensionati, questo ciò che si legge nelle pagine del quotidiano, che però parla di briciole.

A gennaio conguaglio a favore dei pensionati?

Deriva da un decreto del 16 novembre appena trascorso il provvedimento che fissa l’indicizzazione delle pensioni per l’anno 2021 allo 0,5 %. Un piccolo miglioramento rispetto al tasso di indicizzazione prima previsto che era fissato allo 0,4 %. Dal primo gennaio 2021 però l’aumento non ci sarà, perché l’indice previsionale per il 2021 parla di deflazione, con uno 0,3% negativo.

Le regole dell’indicizzazione delle pensioni però non permettono di applicare perequazione negativa e pertanto il tasso di previsione sulle pensioni dal 1° gennaio 2021 sarà pari allo 0,0 %. Niente aumento, ma ai pensionati spetterebbe, in base alla situazione attuale, un conguaglio a favore, una erogazione una tantum dal 1° gennaio e solo a gennaio.

LEGGI ANCHE: Pensione statale: 6 italiani su 10 pensano che non sarà sufficiente

In manovra si parla di indicizzazione delle pensioni

Anche nella legge di Bilancio si parla di indicizzazione delle pensioni. Fin dalla prima stesura della manovra, dalla prima bozza, si parlava di estendere il penalizzante sistema di indicizzazione delle pensioni oggi vigente, ma che si è deciso di cambiare nella finanziaria dello scorso anno, quanto meno al 31 dicembre 2022.

Ne è nata una accesa discussione con le parti sociali, da sempre attenti al meccanismo di adeguamento delle pensioni al tasso di inflazione. Nell’ultima bozza della manovra di Stabilità sembra che il governo abbia assecondato le richieste dei sindacati, facendo un passo e riportando il ritorno della rivalutazione più favorevole per i pensionati al 1° gennaio 2022.

Mentre si discute ancora (il tempo comunque ormai è ristretto, con la legge di Bilancio che entro fine anno dovrà essere approvata) su quando far scattare il ritorno alla vecchia e più favorevole indicizzazione delle pensioni, sembra certo che nel 2021, a gennaio scatterà un conguaglio a favore dei pensionati, cioè la differenza tra lo 0,4% originariamente previsto e lo 0,5% confermato successivamente.

Secondo lo schema di cui parla «Il Giornale», a partire dal 1° gennaio 2021 gli assegni delle pensioni un aumento una tantum dello 0,1%. In pratica un conguaglio solo a gennaio, tra i 10 ed i 25 euro, pari cioè a quello 0,1% di differenza per i 12 mesi del 2020. Cifra variabile in base alla fascia di appartenenza, con l’indicizzazione piena per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo. CONTINUA A LEGGERE: Riforma pensioni e quota 41 per tutti: la pensione necessaria dimenticata