Autore: B.A

2
Gen 2020

Pensioni a cittadini stranieri 2020, ecco come fare

Come vanno in pensione i lavoratori stranieri in Italia? Ecco una sintetica guida.

La pensione italiana può essere incassata anche dagli stranieri? Una domanda molti frequente e comune a molti cittadini stranieri che hanno lavorato e continuano a farlo in Italia. La normativa vigente permette a lavoratori non italiani, di percepire conunque la pensione italiana. Qualsiasi misura è buona anche per comunitari ed extra comunitari, sua misure previdenziali che misure assistenziali. A volte, la normativa per chi non è italiano di origine, appare addirittura più favorevole. Le misure previdenziali sono, nella stragrande maggioranza dei casi, fruibili anche una volta espatriati dall’Italia. Per le misure assistenziali invece, la residenza in territorio italiano è fattore decisivo per la fruizione delle prestazioni. Ecco cosa è possibile fare da parte dei cittadini stranieri, anche alla luce delle novità 2020.

Pensioni Inps per stranieri

La prima misura è la pensione di vecchiaia. Nel 2020 servono 67 anni di età e 20 di contributi. Stessi limiti sia per donne che per uomini. Valgono anche i contributi figurativi.
Pensione anticipata per stranieri con le stesse regole degli italiani. La misura non ha vincoli di età, pertanto, si percepisce solo raggiungendo una determinata soglia di contributi. La pensione anticipata è maggiormente vantaggiosa per le donne. Infatti, servono 41 anni e 10 mesi di contributi per le lavoratrici e 42 anni e 10 mesi per i lavoratori. Per tutti, almeno 35 anni devono essere da lavoro effettivo, quindi, non figurativi.

Quota 100

Nel 2020 resta vigente anche la misura che consente l’uscita già a 62 anni. La quota 100 prevede l’età minima ma anche un determinato numero di contributi. Infatti, contestualmente ai 62 anni di età, servono almeno 38 anni di contributi. La misura prevede una attesa di tre mesi tra data di maturazione del diritto alla pensione e data di incasso del primo rateo.

Primo versamento dopo il 1995

Per chi ha versato il primo contributo da lavoro dopo il 1995, la legge prevede la pensione a 64 anni con 20 di contributi, ma a condizione che l’assegno sia quanto meno pari a 2,8 volte l’assegno sociale. Per gli extracomunitari che hanno il primo versamento nel sistema contributivo, cioè dal primo gennaio 1996, la pensione di vecchiaia invece si centra sempre a 67 anni di età, ma bastano 5 anni di contributi.

Misure assistenziali

Anche l’assegno sociale o le prestazioni per invalidi sono misure che spettano tanto a cittadini italiani che stranieri, comunitari o extracomunitari. Si tratta delle comuni prestazioni assistenziali che il nostro ordinamento prevede. Chi risiede in Italia, può percepire queste prestazioni, ma è necessario che sia residente nella penisola durante il periodo di fruizione. In pratica, il diritto a ricevere l’assegno sociale, quello che si percepisce senza limiti contributivi, ma solo reddituali ed a 67 anni di età, si perde se il beneficiario si trasferisce fuori dal territorio italiano. Lo stesso vale per assegni o pensioni di invalidità.