Pensioni a 62 anni: il 2 settembre la scadenza, ecco cosa fare

 Pensioni a 62 anni: il 2 settembre la scadenza, ecco cosa fare

In attesa che si estenda alla stragrande maggioranza dei lavoratori la possibilità, arriva la prima scadenza.

Pensioni con uscita anticipata di 5 anni è una concreta possibilità per molti lavoratori. E l’attuale esecutivo sta pensando ad una estensione notevole di platea.

Parliamo di contratto di espansione, che il governo vorrebbe estendere al 2026 e che vorrebbe espandere a quanti più lavoratori possibile. Nel 2021 comunque la possibilità è già aperta a molti lavoratori, ma sta per arrivare una importante scadenza.

Pensione 5 anni prima, di cosa si tratta

Il numero 5 è il più ricorrente in materia previdenziale. Infatti 5 anni prima è l’età pensionabile di quota 100 rispetto ai 67 anni della pensione di vecchiaia. 5 anni è pure, inevitabilmente lo scalone che la fine di quota 100 lascerà nel sistema se non si metterà mano ad una riforma, vera o mini che sia.

E di 5 anni è l’anticipo offerto dai contratti di espansione, soluzione con cui da gennaio, alcune aziende possono pensionare lavoratori più vicini alla pensione, avviando processi di turnover lavorativo e di innovazione.

È fuori discussione che le aziende che avviano questi processi votati alle novità tecnologiche, hanno interesse a sostituire vecchi lavoratori con quelli più giovani. E grazie al contratto di espansione, che prevede agevolazioni anche per l’azienda, questo obbiettivo può essere più facilmente raggiunto.

Una misura che il governo, come detto in precedenza, ha già un paio di volte esteso come platea e che vorrebbe estendere ancora, sia come durata della misura (si parla di prolungamento fino al 2026) che ancora una volta come platea.

Su siti e organi di stampa si legge che il governo Draghi vorrebbe estendere la pensione 5 anni prima quasi a tutti. Forse esagerando, ma alla fine pare proprio così. Viste le difficoltà a varare una vera riforma delle pensioni, appare più facile che si passi ad una mini riforma.

Magari confermando Opzione donna e Ape sociale, misure in scadenza a fine 2021. E magari, potenziando il contratto di espansione, che costa poco allo Stato, visto che il carico è tutto sulle spalle delle aziende, le quali però possono sfruttare fino a due anni di Naspi.

Infatti per pagare i lavoratori mandati in prepensionamento con lo strumento, le aziende possono coprire i loro costi con la Naspi che spettava al lavoratore.

Con il contratto di espansione infatti, i lavoratori che si trovano a 5 anni dall’età pensionabile della pensione di vecchiaia (67 anni) o che si trovano a 5 anni dal completamento dei 42,10 anni di versamenti per la pensione anticipata, possono accedere a questa specie di scivolo. In pratica si può uscire sia a 62 anni che, senza limiti di età, una volta raggiunti i 37,10 anni di contributi versati.

Cosa è successo con il decreto Sostegni, al contratto di espansione

Abbiamo detto che le idee di potenziamento del contratto di espansione non sono una novità. Infatti la misura nata per essere appannaggio di lavoratori di aziende con almeno 1.000 dipendenti, man mano è scesa ad aziende con 500, 250 ed infine, con il prima citato decreto Sostegni bis, ad aziende con 100 lavoratori in organico.

Adesso si parla di ridurlo ancora ad aziende con non meno di 50 lavoratori a libro paga. In pratica, con il contratto di espansione nato per le grandi aziende, adesso si arriva a quelle che possono benissimo essere considerate Piccole e Medie Imprese.

La scadenza del 2 settembre

Il contratto di espansione prevede un accordo tra azienda e lavoratore con il ruolo fondamentale dei sindacati. L’Inps tramite circolare (la n° 48 del 2021 ndr) ha già provveduto a specificare che per poter sfruttare il beneficio del contratto di espansione, l’accordo tra azienda, lavoratore e parti sociali deve sopraggiungere entro il 2 settembre prossimo.

Infatti è stato definito che la data di decorrenza della prestazione scatti il 1° dicembre e dal momento che i datori di lavoro sono costretti a presentare domanda di esodo almeno 90 giorni prima della data di decorrenza dell’assegno, il 2 settembre scade il termine ultimo per l’accordo.