Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Quota 100

12
Feb 2020

Pensioni, Tridico (Inps) su tavolo tra governo e sindacati: ‘clima molto collaborativo e costruttivo’

I dati Istat preoccupano per la tenuta del sistema previdenziale, mentre dall’Inps si commenta il confronto in essere tra sindacati e governo.

Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 12 febbraio 2020 vedono emergere nuove importanti dichiarazioni da parte del Presidente Inps Pasquale Tridico in merito al confronto in essere tra governo e sindacati. Nel frattempo dall’opposizione si evidenziano i rischi di tenuta insiti nel sistema previdenziale, dopo la pubblicazione dei recenti dati Istat. Mentre da Comitati e sindacati continuano ad arrivare nuove rivendicazioni.

Pensioni, parla Tridico (Presidente Inps): “non ci sono contrapposizioni”

Tra le persone che nelle ultime ore sono intervenute in merito al confronto in essere tra governo e sindacati vi è anche il Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, che ha fatto il punto della situazione evidenziando la bontà del dialogo in corso tra le parti. Secondo l’economista, il confronto “si sta svolgendo all’interno di un clima molto collaborativo e costruttivo”.

Non vi sono quindi al momento “contrapposizioni”, ma si prosegue attraverso una discussione che vede alternarsi gli interventi delle parti sociali e dell’esecutivo. “I sindacati fanno le loro richieste, avanzano le loro legittime aspettative” ha spiegato Tridico, ricordando che al governo spetterà di fare una sintesi più avanti.

Tra i diversi elementi emersi c’è quindi la sottolineatura sulla durata del confronto, che non potrà necessariamente esaurirsi nel breve termine. “Il ciclo dei tavoli non è ancora nemmeno concluso” ribadisce il Presidente dell’Inps, ricordando che non è ancora partito nemmeno il tavolo sulla non autosufficienza. “Ci sono a mio parere un sacco di cose da fare” conclude quindi l’economista, evidenziando lo stato di avanzamento dei lavori.

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Giacomoni (Fi) sui dati Istat: “sarà messa a rischio la tenuta del sistema pensionistico”

Da Forza Italia arriva un nuovo richiamo ai recenti dati Istat sulla natività ed ai possibili riverberi negativi rispetto alla tenuta del sistema pensionistico. Secondo quanto dichiarato dal Vice Presidente della Commissione Finanza Sestino Giacomoni, “l’Istat ci informa che sale la speranza di vita in Italia, mentre crolla il numero dei nuovi nati, pertanto è intuitivo prevedere che sarà messa a rischio la tenuta del sistema pensionistico”.

Per cercare di porre rimedio l’esponente di Forza Italia chiede di avviare subito un piano in favore delle famiglie. “Se il governo non vuole varare la flat tax, almeno introduca subito il quoziente familiare, perché è assurdo che in Italia un lavoratore dipendente con 35000 euro lordi di stipendio e due figli debba pagare 7000 di tasse, mentre in Francia, dove c’è il quoziente familiare non paghi nulla”.

Allo stesso tempo, Giacomoni ricorda che il reddito di cittadinanza penalizza le famiglie numerose, mentre in Sud Italia la disoccupazione giovanile sfiora il 50%. “Solo aumentando il numero dei figli e degli occupati sarà possibile reggere l’urto del sistema pensionistico futuro”, ha quindi concluso l’esponente azzurro.

Armiliato (CODS) e le rivendicazioni sul lavoro di cura

Nel Comitato Opzione Donna Social si torna a ricordare l’importanza del riconoscimento del lavoro di cura ai fini previdenziali. Attraverso un nuovo post pubblicato all’interno del gruppo dalla fondatrice Orietta Armiliato, ci si è rivolti alle parti sociali per chiedere un intervento in tal senso.

“Il lavoro di cura, prevalentemente svolto dalle donne, è parte fondamentale del welfare informale del nostro Paese indipendentemente dal fatto che le donne siano o meno madri”, si legge all’interno della nuova presa di posizione pubblicata nel CODS. “Per quest’ultime” prosegue Armiliato, “è chiaro che il peso si aggravi e che sia corretto pensare a un qualche riconoscimento in più, a prescindere da un riconoscimento che sia per tutte quante”.

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Di Meglio (CGS): maggiore flessibilità in uscita per superare la Fornero

La Confederazione Generale Sindacale torna a chiedere di flessibilizzare l’accesso all’Inps a partire dai 62 anni di età, anche riavviando alcuni meccanismi in funzione in precedenza come il “part time pensione”. Risulta fondamentale poi intervenire in favore dei lavoratori che hanno svolto attività gravose.

“Arrivare a 62 anni e 36 di contributi, contro il parametro dei 60+35 ante-Fornero, potrebbe essere un buon punto di caduta” ha affermato il Segretario Nazionale Rino Di Meglio, ricordando che con lo scivolo del part time il lavoratore può ottenere metà dell’assegno pensionistico e metà stipendio.

Si tratta a tutti gli effetti di un meccanismo di avvicinamento alla quiescenza più graduale, oltre che di uno strumento utile per riavviare la staffetta generazionale. Ma dalla CGS si chiede anche di confermare la quota 100 fino alla scadenza della sperimentazione, così come di avviare la quota 41 per tutti i lavoratori. Infine, si conferma la necessità di istituire un assegno di garanzia per tutti i lavoratori iscritti nel sistema contributivo puro.