Pensioni Quota 41 precoci: beffa in manovra

Molto penalizzati i lavoratori che puntano a quota 41, mancano le novità introdotte invece per l’Ape.

Forse parlare di beffa è esagerato, ma sicuramente ciò che il governo ha deciso di fare per le pensioni con la quota 41 non è in linea con quanto si è deciso per l’Ape sociale.

Eppure si tratta di due misure gemelle come platee di beneficiari, anche se differenti come requisiti. L’Ape sociale oltre ad essere rinnovata (scadeva il 31 dicembre 2021), viene potenziata come platea e alleggerita di alcuni requisiti. Quota 41 invece non vede migliorie.

Precoci e quota 41, nessuna novità positiva

Ancora non ci sono certezze definitive, la legge di Bilancio deve ancora essere ultimata. Ma sull’Ape sociale appare ormai certo che si arriverà ad una estensione delle platee dei beneficiari per quanto riguarda lo spaccato dei lavori gravosi.

La commissione ad hoc istituita per creare l’elenco delle attività logoranti, sotto la direzione del Ministero del lavoro, ha ultimato i suoi lavori. E forse in base alla graduatoria delle attività troppo faticose che verranno estese le categorie che potranno uscire con 63 anni di età e 36 di contributi.

Oggi infatti sono 15 le attività logoranti a cui è destinata l’Ape sociale.
Ciò che fa notizia è che resteranno 15 invece le attività di lavoro gravoso che daranno diritto alla quota 41. Per la misura destinata ai precoci, cioè a chi ha 41 anni di contributi versati, dei quali 35 effettivi ed almeno uno anche discontinuo prima dei 19 anni di età, nessuna estensione.

Anche i disoccupati beffati per la loro quota 41, niente cancellazione dei 3 mesi di inoccupazone

Come dicevamo, Ape sociale e quota 41, per lo meno dal punto di vista dei beneficiari, sono due misure assolutamente parallele. E se dei lavori gravosi abbiamo già parlato, con una loro estensione che non riguarderà però la quota 41, adesso parliamo dei disoccupati.

Infatti i disoccupati dì lungo corso sono potenziali beneficiari sia della quota 41 senza limiti di età che dell’Anticipo pensionistico sociale a 63 anni con 30 anni di contributi. Per disoccupati di lungo corso parliamo di soggetti che hanno terminato di percepire tutto il loro periodo si Naspi spettante.

Ma se in manovra c’è la cancellazione del vincolo di un’occupazione di tre mesi per ottenere l’Ape sociale nel 2022, non è così per quota 41 dove tutto resta inalterato. Difatti servono tre mesi di inoccupazione dopo il periodo indennizzato dalla disoccupazione Inps prima di presentare domanda di quota 41, proprio come nel 2021 è stato pure per l’Ape sociale.

E di male in peggio, per la quota 41 salta pure l’ipotizzato inserimento del riscatto agevolato della laurea per favorire il completamento dei 41 anni di contributi necessari. Sembrava infatti che lo strumento che permette di riscattare come utili ai fini pensionistici gli anni di studio universitario, i misura agevolata, dovesse alla fine riguardare anche la quota 41.