Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Pensioni Quota 100 ultime notizie: spesa a rischio per crisi Covid

Uno studio di ’Itinerari Previdenziali’ ha messo in evidenza la possibilità che i pensionamenti tramite Quota 100 possano raddoppiare nel corso del 2020.

Niente cambio di regole da parte del Governo in merito alle pensioni anticipate ed, in particolare, sulla scadenza dei termini per quanto riguarda la misura sperimentale Quota 100, ovvero dicembre 2021. Però, come riporta il quotidiano economico «Il Sole 24 ore» di oggi, domenica 19 luglio, il costo di questi anticipi «obbligati» potrebbe incidere pesantemente sui conti dell’Inps.

Quota 100 e crisi economica per il Covid, potrebbero raddoppiare i pensionamenti nel 2020

Secondo «Itinerari Previdenziali», il think tank guidato dal noto economista Alberto Brambilla, si stima che i 50mila pensionamenti tramite Quota 100, previsti nel 2020 prima dell’emergenza Covid, potrebbero addirittura raddoppiare proprio a motivo della pesante crisi economica causata dalla pandemia.

Per il 2021 si prevede che le uscite con Quota 100 potrebbero arrivare a 100mila: un numero decisamente rilevante se si pensa che, durante il primo anno di sperimentazione della misura prepensionistica, si sono registrate solo 150mila uscite pensionistiche, un terzo di quelle inizialmente previste dal Governo.

Nonostante tutto, la spesa previdenziale è andata ben oltre le previsioni, a motivo della particolare incidenza delle altre misure introdotte attraverso il decreto N. 4 del gennaio 2019, vale a dire Ape sociale, uscite anticipate con 42 anni di contributi, le agevolazioni per i «precoci» e ’Opzione Donna’.

Quota 100, le previsioni del Governo rischiano seriamente di saltare

Le previsioni del Governo rischiano seriamente di «saltare», proprio a motivo della grave situazione economica che ha investito il nostro Paese: l’esecutivo, infatti, contava su una rilevante diminuzione delle richieste per Quota 100a partire da quest’anno, almeno il 70 per cento.

Per quale motivo? Per il semplice fatto che molti potenziali pensionandi «anticipati» avranno la pensione calcolata (almeno per il sessanta per cento) con il metodo contributivo, il che significherebbe una perdita minima del 10 per cento rispetto all’importo che avrebbero percepito attraverso il pensionamento ordinario. Ora, però, secondo la nuova stima di ’Itinerari Previdenziali’, questa previsione rischia di saltare a motivo dei numerosi posti di lavoro che sono stati cancellati per la crisi Covid.

Spesa previdenziale, altre due «tegole» in vista

Come se non bastasse, ci sono altre due voci che rischiano di elevare ulteriormente la spesa previdenziale nei prossimi mesi: la prima riguarda le invalidità civili totali visto che la Corte Costituzionale, il 24 giugno scorso, ha stabilito che non possono rimanere ferme a 285,66 euro mensili. Inoltre, potrebbe pesare non poco anche il pronunciamento della Consulta, atteso entro il mese di ottobre, sul taglio delle pensioni d’oro voluto dal governo Conte: se la Corte Costituzionale dovesse dar ragione ai ricorrenti, infatti, verrebbero meno quei 415 milioni di risparmi messi in preventivo per il prossimo quinquennio. Una situazione, quindi, nient’affatto rassicurante anche in considerazione delle enormi pressioni esercitate dall’UE proprio in relazione alla spesa previdenziale del nostro Paese ed, in particolare, su Quota 100.