Autore: Giacomo Mazzarella

INPS - Pensione

Pensioni: Integrazione al trattamento minimo 2021, cosa cambia?

L’integrazione al reddito per le pensioni basse, la guida

L’integrazione al trattamento minimo è quello strumento con il quale le pensioni basse sono elevate fino alla soglia che viene considerata quella minima per poter fare una vita dignitosa. La misura riguarda la stragrande maggioranza delle prestazioni con rare eccezioni come lo è per esempio quella che riguarda le pensioni liquidate con il sistema contributivo, non integrabili al trattamento minimo.

L’integrazione, cioè l’aumento delle pensioni viene ritoccato ogni anno per via della variazione dell’indice dei prezzi al consumo, cioè l’inflazione. Per il prossimo anno però, l’integrazione rimarrà sostanzialmente la stessa di quest’anno, perché evidentemente l’inflazione non ha determinato un incremento del trattamento minimo.

Trattamento minimo 2021, le novità

In altri termini, dal momento che il tasso di inflazione certificato dall’Istat è stato negativo per il 2020, niente aumenti sui trattamenti minimi delle pensioni 2021. Non produrrà aumenti pertanto la consueta rivalutazione in base al costo della vita calcolato dall’Istat. Il trend degli ultimi anni relativo al tasso di inflazione continua quindi ad essere davvero irrisorio.

Infatti è da anni che le variazioni dell’indice dei prezzi produce un incremento molto basso delle pensioni, talmente basso che a volte i pensionati nemmeno se ne accorgono. Dal punto di vista normativo è sempre il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ogni anno, a produrre la rivalutazione delle pensioni dopo l’altrettanta consueta revisione degli indici dei prezzi al consumo.

Per il 2021 il tasso previsionale dell’inflazione, cioè la variazione dell’indice dei prezzi che dovrebbe essere registrata nel nuovo anno è di segno negativo. Un -0,3% che in teoria (per fortuna), dovrebbe produrre diminuzione del trattamento minimo, cioè un calo delle pensioni.
La legge però non permette rivalutazioni in negativo delle pensioni e pertanto, nel 2021 il trattamento minimo resterà identico a quello del 2020.

Niente aumenti sulle pensioni minime

Il provvedimento è ormai definitivo dal momento che l’atto è finito lo scorso 24 novembre in Gazzetta Ufficiale per la sua definitiva entrata in vigore. “La variazione percentuale verificatasi negli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, senza tabacchi, tra il periodo gennaio-dicembre 2019 ed il periodo gennaio-dicembre 2020 è risultata pari a – 0,3 ipotizzando, in via provvisoria, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 una variazione dell’indice pari rispettivamente a + 0,1; 0,0 e + 0,2”, questo letteralmente il testo finito in Gazzetta.

Tradotto senza tecnicismi, nonostante si ipotizza un trimestre finale del 2020 con inflazione più elevata, i prezzi dei beni di consumo sui cui si calcola l’inflazione, non sono aumentati nel 2020 rispetto al 2019, anzi, sono scesi. Per quanto detto fin qui appare evidente che l’integrazione al trattamento minimo dell’Inps che per il 2020 è stata pari a 515,58 euro, resterà invariata anche nel 2021.