Autore: Stefano Calicchio

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Pensioni, Ghiselli (Cgil) ricorda che quota 100 non ha cancellato la riforma Fornero

Sulle pensioni si riaccende lo scontro politico. Dopo le dichiarazioni del Premier Conte sullo stop alla quota 100 si attende un intervento del parlamento, mentre il governo si confronta con i sindacati.

Sulle pensioni flessibili si riaccendono i toni della dialettica politica dopo che nello scorso fine settimana il Premier Giuseppe Conte ha ribadito l’intenzione di non portare a scadenza la quota 100. Il meccanismo di uscita anticipata dal lavoro consente ai lavoratori un’opzione di ingresso nell’Inps a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti, ma la misura resterà in vigore solo fino al 31 dicembre del 2021.

Con la presa di posizione arrivata nelle ultime ore dal Presidente del Consiglio appare ormai chiaro che non vi sarà alcun rinnovo della misura, ma senza l’arrivo di una nuova opzione di flessibilità i lavoratori che avrebbero maturato i requisiti della quota 100 nel 2022 rischiano di vedersi ergere davanti alla loro possibilità di prepensionamento uno scalone lungo fino a cinque anni. Una situazione che lavoratori e sindacati hanno già definito come inaccettabile e sulla quale è in corso ormai da mesi un tavolo di confronto.

Riforma pensioni: l’annuncio del Premier sulla quota 100 e la posizione del leader della Lega Salvini

D’altra parte sulle pensioni anticipate tramite quota 100 il Premier Giuseppe Conte è stato irremovibile, con dichiarazioni che hanno fatto seguito a quelle già arrivate nella scorsa settimana dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Secondo il capo del governo “quota 100 è un progetto triennale di riforma che veniva a supplire a un disagio sociale”, ma proprio per la sua natura temporanea “non è all’ordine del giorno il suo rinnovo”.

La soluzione sarebbe quindi da trovare lavorando su una “lista dei lavori usuranti; mi sembra la prospettiva migliore. Un professore universitario” prosegue Conte, “vorrebbe lavorare a settant’anni, mentre a tanti lavoratori usuranti non possiamo prospettare una vita lavorativa così lunga. Dobbiamo avere il coraggio di differenziare”. Di posizione completamente opposta è invece il leader dell’opposizione Matteo Salvini (Lega).

Attraverso il proprio account Twitter quest’ultimo promette battaglia contro il mancato rinnovo dell’opzione di prepensionamento. “Vogliono tornare alla legge Fornero? La Lega non glielo permetterà, promesso. Non si scherza con i sacrifici di milioni di lavoratrici e lavoratori italiani”, spiega l’esponente leghista.

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Per Ghiselli (Cgil) la quota 100 non ha mai cancellato la legge pensionistica del 2011

Sulla vicenda nelle scorse ore ha preso posizione anche il Segretario Confederale della Cgil Roberto Ghiselli, ricordando che al momento la riforma del 2011 continua a restare in essere nonostante le diverse opzioni sperimentali presenti all’interno del nostro ordinamento previdenziale. “Quota 100 non ha cancellato la legge Fornero” ha spiegato il sindacalista tramite il proprio account Facebook.

“Se il Parlamento non interviene con una nuova legge dal 2022 tutto tornerà come prima. Il confronto in corso tra Governo e sindacati ha l’obiettivo di una riforma della Previdenza, basata sulla flessibilità e sul riconoscimento dei lavori gravosi, di cura, delle donne, dei precoci e di chi ha carriere deboli o discontinue. Sosterremo questo confronto con responsabilità e coerenza e, se necessario, con la mobilitazione della nostra gente”.

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