Pensioni 62+35 nel 2022: età pari a quota 100 e 3 anni di contributi in meno, ma a spese del pensionato

Pensioni 62+35 nel 2022: età pari a quota 100 e 3 anni di contributi in meno, ma a spese del pensionato

E se alla fine si decidesse di rinverdire vecchie proposte di flessibilità con taglio lineare di assegno? La riforma delle pensioni potrebbe riservare l’uscita a 62 anni con 35 anni di contributi.

Uscita fissata alla medesima età di quota 100, con qualche anno di contributi in meno necessari e con una penalizzazione per i pensionati, ma sostenibile.

È la nuova via che sta prendendo la riforma delle pensioni a cui il governo è chiamato a dare vita adesso che si tratta di limare i provvedimenti da inserire nella legge di Bilancio.

Una proposta che arriva da Forza Italia e da Renata Polverini, l’ex Governatrice della Regione Lazio. Una proposta che eviterebbe lo scalone di 5 anni del post quota 100, ma a libera scelta del lavoratore, perché occorre accettare una condizione.

Inoltre, sarebbe una soluzione che estenderebbe a più potenziali beneficiari l’ipotesi di lasciare il lavoro a 62 anni perché eliminerebbe qualche anno dal pesante vincolo dei 38 anni di contribuzione necessari per la quota 100.

La pensione a 62 anni anche nel 2022, ma diversa da quota 100

La proposta di cui parliamo è alla Camera in attesa di essere valutata. Certo, no è l’unica, ma si tratta di una proposta particolare nel suo genere, perché richiamerebbe alle vecchie proposte di riforma tra cui quella del duo Damiano/Gnecchi e il loro Dl 857.

In pratica si offrirebbe ai lavoratori una uscita a partire dai 62 anni, ma con penalizzazioni di assegno in base agli anni di anticipo. Secondo ciò che emerge, sarebbe del 2% annuo il taglio di assegno da accettare per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni di età.

In sostanza, taglio massimo del 10%. Chi avrebbe preso una pensione a 67 anni da 1.200 euro, anticipando a 62 anni l’uscita, perderebbe 120 euro, che diventerebbero 100 con uscita a 63 anni, 80 euro a 64 anni e così via. Flessibilità a 360 gradi, con il pensionato davvero libero di scegliere.

Contributi utili per la pensione a 62 anni, 35 anni ma con importo soglia della pensione

Ciò che rende la proposta interessante è che viene fissata a 35 anni la carriera contributiva necessaria per uscire dal lavoro. Sono 3 anni in meno di quota 100, e questo è importante dal momento che tra le maggiori criticità di quota 100 c’era proprio l’elevato numero di anni di contributi.

Un numero elevato che tagliava fuori lavoratori discontinui, precari, intermittenti e le donne, cioè quelle categorie di contribuenti che più di altre hanno difficoltà a trovare lavori duraturi e carriere continue.

La proposta inoltre, per evitare scelte azzardate che possano spingere un lavoratore a lasciare il lavoro non conscio del fatto che arriverebbe a percepire una pensione da fame, verrebbe imposto il tetto minimo di importo della pensione affinché l’uscita venga concessa.

Occorrerebbe ottenere alla data di uscita con questa misura, una pensione pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, cioè vicina ai 690 euro al mese.