Pensioni 5 anni prima, uscita nati 1959 o con 37,10 di contributi

Pensioni 5 anni prima, uscita nati 1959 o con 37,10 di contributi

Il governo pare intenzionato ad allargare anche alle PMI la possibilità di utilizzo del contratto di espansione.

Una grande novità in materia previdenziale proviene dal Ministero del Lavoro. Infatti è un provvedimento del Ministero del Lavoro che di fatto lancia il contratto di espansione che con la legge di Bilancio 2021 è stato potenziato ed esteso rispetto a quanto previsto dal precedente governo Conte che però ha il merito di avete introdotto la misura. Il Ministero guidato da Andrea Orlando ha dato l’ok all’Inps per l’emanazione della circolare che va a sbloccare questa misura previdenziale.

Come funziona lo scivolo

Un provvedimento che si colloca al centro tra le crisi che stanno colpendo numerosi settori lavorativi e la necessità di garantire uscite anticipate dal lavoro. Si tratta del primo provvedimento riguardante il nuovo governo che tra l’altro presto sarà chiamato a riaprire il tavolo coi sindacati per la riforma delle pensioni.

Lo scivolo è quello previsto dal contratto di espansione, con anticipo che può arrivare a 5 anni sia per chi si trova a tale distanza dalla pensione di vecchiaia che per coloro a cui mancano 5 anni di contributi versati rispetto alle soglie previste per la pensione anticipata. Quindi, uscita dai 62 anni e non a 67 anni oppure con 37 anni e 10 mesi di contributi anziché 42 anni e 10 mesi.

Contratto di espansione potenziato, che significa

Come anticipato, il contratto di espansione è misura che già il governo Conte aveva varato quindi non si tratta di una nuova misura. La novità sta nel potenziamento che è stato dato alla misura nella legge di Bilancio. Il potenziamento sta nel fatto che è stata abbassata la soglia numerica dell’organico delle aziende i cui lavoratori potrebbero beneficiare di questo scivolo fino a 5 anni.

La misura originariamente pensata per lavoratori dipendenti del settore privato e di aziende con almeno 1.000 dipendenti, è diventata fruibile anche per aziende con organico dipendenti a partire da 250 unità. Questo il prima citato rafforzamento della misura.

Scivolo esteso anche ad aziende ancora più piccole

Il pensionamento anticipato però potrebbe subire ancora modifiche. Da più parti infatti si spinge l’esecutivo verso il ribassare ancora il limite di organico che potrebbe scendere sotto i 250 lavoratori.

In pratica il contratto di espansione potrebbe davvero diventare misura più estesa arrivando anche ai lavoratori delle PMI con organico inferiore alle 250 unità. La misura diventerebbe una valida alternativa di pensionamento anticipato, già dai 62 anni di età e anche per chi si trova a 5 anni dai 42 anni e 10 mesi necessari per le pensioni anticipate ordinarie.

Va ricordato che con il contratto di espansione si permette alle aziende interessate di avviare il ricambio generazionale anticipando di 5 anni l’uscita dei dipendenti più anziani o quanto meno, più vicini alla pensione. E per agevolare il tutto la misura offre un notevole vantaggio alle aziende che dei massimo 5 anni di anticipo che sono chiamate ad erogare ai lavoratori, potranno risparmiarne due perché coperti dalla Naspi Inps.