Pensioni 5 anni prima per la crisi Covid, novità dai sindacati

Pensioni 5 anni prima per la crisi Covid, novità dai sindacati

Potenziare lo scivolo allargandolo alle aziende sotto i 250 dipendenti.

C’è da evitare lo scalone che quota 100 lascerà dopo che dal 1° gennaio 2022 la misura non sarà più attiva. Questo è uno dei principali problemi del sistema previdenziale che va riformato. E per molti la riforma delle pensioni è necessaria, a maggior ragione adesso che c’è da fare i conti con la grave crisi economica proveniente dalla pandemia da Covid.

I sindacati per esempio, sono in prima linea da sempre sulla questione previdenziale. E adesso che c’è da riaprire il tavolo delle trattative con il nuovo governo, arrivano nuove proposte proprio dalle Parti sociali. Una in particolare lega la questione previdenziale alla situazione emergenziale sanitaria ed economico mica.

Pensione 5 anni prima

Tra le tante proposte in materia previdenziale che i sindacati hanno messo nel piano che verrà proposto non appena si tornerà a trattare l’argomento riforma delle pensioni, c’è anche il potenziamento di scivoli per i dipendenti di aziende in crisi. E parlare di crisi aziendali mai come oggi è di stretta attualità.

Quando terminerà anche il blocco dei licenziamenti, le imprese che inevitabilmente hanno subito la crisi economica collegata ai provvedimenti anti Covid, mandare in pensione prima i dipendenti sarà alternativa proprio ai licenziamenti. Almeno questo è alla base di ciò che hanno in mente i sindacati.

Ghiselli per la CGIL quando si parla di misure costose in riferimento a quelle proposte dalle parti sociali è piuttosto netto. Secondo il sindacalista «consentire alle persone di andare in pensione a 64 anni comporta sì un aggravio di spesa all’inizio ma poi si risparmierebbe perché ormai tutte le pensioni sono per la maggior parte calcolate col contributivo», cioè più basse. Pertanto, nel lungo termine producono risparmi.

E se la crisi ha messo in ginocchio le imprese, dare loro la possibilità di pensionare i dipendenti più vicini alla pensione può essere una possibilità da non sottovalutare.

Occasioni anche per i lavoratori di aziende più piccole

Oltre ai sindacati ci sono tecnici ed esperti in materia che considerano eventuali misure di pensionamento anticipato un toccasana per alcuni tra coloro che perderanno il lavoro per la crisi Covid. La proposta sul pensionamento 5 anni prima altro non è che una estensione del contratto di espansione anche alle aziende con meno di 250 dipendenti in organico, aziende a cui oggi la misura non è applicabile.

La misura che più dovrebbe essere ritoccata è questa. Infatti adesso prevede il suo utilizzo nel momento in cui i datori di lavoro interessati adottino un programma che preveda nuove assunzioni in sostituzione dei pensionamenti. Questo dopo accordo con i sindacati. Nuove assunzioni che non sono certo obbiettivo di aziende sull’orlo della crisi causa Covid.

Resta la bontà della misura che permette di uscire dal lavoro per quei lavoratori che si trovano a 5 anni dalla quiescenza. 5 anni in cui percepirebbero una indennità pari alla pensione, con i primi due anni pagati con i soldi dell’indennità Naspi spettante e con i successivi 3 a carico dell’azienda. Leggi anche: Pensioni, addio Quota 100: quale sarà il nuovo piano del premier Draghi?