Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensioni 2021: uscita con 15 anni di contributi anche per i nati nel 1954

Non finisce a fine 2020 l’opzione contributiva con soli 15 anni di contributi

Anche nel 2021 è possibile uscire dal lavoro senza aver centrato per forza i fatidici 20 anni di contribuzione previsti dalla quiescenza di vecchiaia. Parliamo della opzione contributiva, canale di uscita per lavoratori privi del requisito minimo dei 20 anni di versamenti. Ma a che età si può sfruttare questo canale di uscita e con quali altri requisiti oltre ai 15 anni di contributi prima citati?

Età e contributi per l’opzione contributiva prevista dalla legge Dini

Senza i 20 anni di contribuzione un lavoratore può andare in pensione di vecchiaia solo alla veneranda età di 71 anni. Questa è ciò che prevede la normativa vigente anche per l’anno prossimo.

In quel caso, cioè a 71 anni di età, possono bastare 5 anni di contributi. Per chi si trova con carriere talmente brevi da non rientrare nella pensione di vecchiaia ordinaria, nell’attesa di arrivare ai 71 anni di età, resta solo l’assegno sociale che in casi del genere diventa una misura ponte dai 67 anni di età e fino al settantunesimo compleanno.

Ma se i contributi versati sono almeno 15 anni, resta in vigore tra le misure di pensione 2021 anche l’opzione contributiva, conosciuta anche come opzione Dini. Con questo canale di uscita servono 67 anni di età e come detto, 15 anni di contributi versati.

Come funziona l’opzione contributiva Dini, requisiti e meccanismo

Il governo Dini viene ricordato ancora oggi soprattutto per l’ingresso nel sistema del metodo contributivo per il calcolo della pensione. Una misura che anche la Fornero con la sua celebre riforma, ha lasciato in vigore.

Ed oggi l’opzione contributiva Dini è di fatto una misura in deroga alla Fornero. Infatti la misura agevola chi ha raggiunto l’età pensionabile per la quiescenza di vecchiaia, ma non i 20 anni di contribuzione utili alla stessa misura.

Ma la pensione con 15 anni di contributi prevista dalla legge Dini, oltre al doppio vincolo anagrafico e contributivo, prevede alcuni sotto requisiti ben specifici da detenere per coloro che potrebbero rientrare nella misura.

Infatti la Legge Dini n° 335 del 1995 prevede uno scivolo agevolato per i lavoratori che hanno:

  • Il primo contributo accreditato deve essere antecedente il 31 dicembre 1995;
  • Aver maturato almeno 5 anni di contributi dal 1° gennaio 1996 in poi.

A fronte di un vantaggio in termini di montante contributivo versato, l’opzione proveniente dalla legge Dini ha delle controindicazioni, le stesse penalizzazioni che subiscono i soggetti privi di anzianità antecedente al 1996, i cosiddetti contributivi puri.

Infatti la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo, particolarmente penalizzante. Per questo la misura è conosciuta anche come opzione contributiva Dini. E così il lavoratore per poter sfruttare la misura deve di fatto scegliere di farsi calcolare la pensione interamente con il penalizzante sistema contributivo.