Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensioni 2021: ultima chiamata per i nati nel 1959? Non è così, ecco perché

Dal 2022 la pensione a 62 anni verrà cessata e per i nati nel 1959 monta la paura di perdere l’ultimo treno disponibile, ma non è propriamente così.

Per quanto riguarda il sistema previdenziale italiano siamo in una fase di grande incertezza e non potrebbe essere diversamente dal momento che si sta lavorando ad un a profonda riforma del sistema che dovrebbe sortire effetto nel 2022. Questa data è diventata l’ago della bilancia di tutto ciò che riguarda la riforma delle pensioni a cui stanno lavorando governo e parti sociali.

Il motivo sta nel fatto che nel 2022 sparirà dal nostro ordinamento la quota 100, con la sua pensione fin dai 62 anni di età. E inizia a montare la paura nei lavoratori, soprattutto i quelli che saranno gli ultimi 62enni a poter lasciare il lavoro con la quota 100, cioè i nati nel 1959.

Fuga dal lavoro o si può aspettare ancora? I dubbi su quota 100 sono molti

Ricapitolando, sembra montare l’angoscia e la paura in coloro i quali sarebbero gli ultimi come età a poter beneficiare di quota 100 con 62 anni di età e 38 di contributi. Paura che però è la stessa anche di chi è nato negli anni immediatamente precedenti al 1959, cioè i nati nel 1958 o 1957, perché la quota 100 essendo misure flessibile, permette ai potenziali beneficiari di scegliere quando uscire in base alle loro esigenze e fino ai 67 anni che significano età pensionabile per la pensione di vecchiaia.

Il dubbio amletico di molti è se il 2021 diventerà l’ultimo treno disponibile per accedere al pensionamento con la quota 100. Una ultima chiamata che dovrebbe spingere i lavoratori a sfruttare al volo l’occasione, per non rischiare di subire lo scalone di 5 anni di cui da mesi si parla per il 2022. Tra l’altro, le vicende degli esodati e di ciò che successe a molti lavoratori con l’avvento della legge Fornero del 2012, contribuisce a far salire la paura e a fomentare la voglia di scappare a presentare domanda per la quota 100.

Quota 100 anche dopo il 2021, ecco perché

La normativa previdenziale italiana ha un istituto che, per detonare le paure di cui abbiamo parlato fin qui, può essere considerato un toccasana. Infatti non è vero che il 2021 è l’ultimo treno disponibile per chi compie 62 anni proprio a partire da gennaio 2021. Lo strumento della cristallizzazione del requisito viene in aiuto di quanti si trovano nel dubbio se lasciare subito il lavoro con la quota 100, spaventati dalla scomparsa della misura nel 2022, o se continuare a lavorare.

Il diritto a quota 100 una volta maturato non viene perduto proprio per via della cristallizzazione. Pertanto. Se un lavoratore matura entro il 31 dicembre 2021 sia i 62 anni di età che i 38 anni di contributi, non perderà il diritto alla quota 100 in nessun caso, potendo presentare richiesta di pensione con la misura anche nel 2022, 2023 e così via.