Pensioni 2021: quando un anno di lavoro vale 14 mesi di contributi

Pensioni 2021: quando un anno di lavoro vale 14 mesi di contributi

La maggiorazione contributiva invalidi, cos’è e come funziona.

Può capitare che un lavoratore si trovi vicino alla pensione ma che per piccoli periodi di contribuzione mancanti, si veda preclusa la porta della quiescenza. E così la corsa alla contribuzione diventa necessaria, perché occorre vedere come fare per arrivare a quelle soglie di versamenti previsti dalla misura previdenziale che si intende sfruttare.

Molti però non sanno che a volte un anno di lavoro può valere più dei 12 mesi di contribuzione classici. Ci sono anni di lavoro che possono valere anche 14 mesi. È il caso della cosiddetta maggiorazione contributiva invalidi.

Quando un anno di lavoro può valere 14 mesi di contribuzione

La materia previdenziale in Italia è particolarissima e molto varia come argomentazioni e misure. Per accedere alle pensioni però, il minimo comune denominatore di tutte le misure vigenti è il completamento di una determinata soglia di anni di contributi versati.

Naturalmente ogni singola misura ha le sue soglie, diverse in base allo strumento che un lavoratore vuole utilizzare per andare in pensione. Sono 20 gli anni che servono per la pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni di età, così come alla stessa età servono 15 anni per la pensione con deroga Amato. E senza limiti di età servono 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata uomini, 41 anni e 10 mesi per la anticipata per le donne, 41 anni per alcuni precoci e così via.

Avere una invalidità riconosciuta sopra il 74% però, può dare una mano. Soprattutto se ci sono periodi di lavoro svolti anche successivamente al riconoscimento di una invalidità superiore al 74%. Infatti questi periodi di lavoro dal punto di vista dell’accredito dei contributi, valgono di più rispetto alle regole ordinarie.

Ai fini pensionistici 12 mesi di lavoro svolti con invalidità accertata superiore al 74% valgono infatti, 14 mesi. Si tratta della cosiddetta maggiorazione contributiva che riconosce 2 mesi di contributi figurativi in più per ogni anno di lavoro effettuato in presenza di una invalidità superiore al 74%.

Occorre fare domanda

Lavorare per esempio 3 anni consecutivi in presenza di questa invalidità oltre il 74% può portare all’accredito di 6 mesi in più di contributi perfettamente validi per il diritto alla pensione anticipata per esempio.

Si tratta di contribuzione figurativa valida per il diritto all’accesso alla pensione ma non alla misura. In pratica, contributi utili per completare i prescritti 42,10 anni di versamenti per la pensione anticipata, ma non per il calcolo dell’assegno.

Ricapitolando, l’anzianità contributiva del lavoratore dietro domanda da parte dello stesso, da presentare al momento della liquidazione della prestazione pensionistica, viene maggiorata di 2 mesi per ogni anno di attività prestata a partire dalla data di riconoscimento dell’invalidità o di 1/6 per ogni settimana di lavoro svolto per periodi inferiori all’anno. Il periodo massimo di contributi che possono essere recuperati in questo modo non può eccedere i 5 anni di contribuzione.