Pensioni 2021: quando bastano 15 anni di contributi se si scegli l’opzione contributiva

Pensioni 2021: quando bastano 15 anni di contributi se si scegli l'opzione contributiva

Non sempre è necessario completare la contribuzione minima richiesta dei 20 anni, ma non tutti possono rientrare nella opzione contributiva

Ormai il sistema previdenziale italiano sta virando pesantemente verso il contributivo come regole di calcolo delle pensioni. Più contributi si versano più si prende di pensione, questo il principio cardine del sistema contributivo che per esempio, per chi non ha contributi versati prima del 1996, è l’unico utilizzabile per il calcolo della pensione.

Se per i cosiddetti contributivi puri il contributivo è la regola fissata per il calcolo della prestazione, per chi ha contributi antecedenti il 1996 il sistema contributivo potrebbe essere una opzione. Il sistema contributivo in termini di calcolo delle pensioni è meno favorevole rispetto al metodo retributivo, basato sulle retribuzioni utili ai fini previdenziali degli ultimi anni di carriera.

Ma allora, perché un lavoratore dovrebbe scegliere di farsi calcolare la pensione con un sistema meno favorevole come quello contributivo? Una domanda lecita quando si parla di opzione contributiva, cioè di quella facoltà che un lavoratore ha di uscire dal lavoro con la pensione contributiva anche se ha parte di carriera che rientra nel metodo retributivo e quindi misto. Il fatto è che l’opzione contributiva o aderire ad una misura che preveda esclusivamente questo metodo come calcolo dell’assegno, può essere vantaggioso quanto meno in termini di uscita dal mondo del lavoro.

Opzione contributiva, quando conviene

Opzione contributiva pensione significa che è una facoltà del lavoratore scegliere questa via perché si tratta di optare per il calcolo contributivo dell’assegno anche per la parte di contribuzione versata prima del 31 dicembre 1995.

Scegliere questa via se da un lato può essere sfavorevole (e non è neanche detto perché ci sarebbe da fare i conti con le retribuzioni degli ultimi anni che potrebbero non essere propriamente alte), ha il vantaggio di far bastare come utili al requisito pensionistico solo 15 anni di contributi.

Si chiama Opzione Dini questa misura che permette di uscire con la pensione di vecchiaia, sempre a 67 anni ma senza i necessari 20 anni di contributi. Per questo l’opzione contributiva che ha preso il nome da Lanfranco Dini e dalla sua riforma delle pensioni, può essere vantaggiosa.

I requisiti per l’opzione

Oltre che essere lasciata alla facoltà del lavoratore, la misura prevede alcuni requisiti piuttosto stringenti che delimitano in maniera drastica il perimetro di applicazione della stessa. È innanzi tutto necessario che la contribuzione versata prima del 1° gennaio 1996, sia inferiore ai 18 anni. Poi è necessario che la contribuzione versata successiva al 31 dicembre 1995 sia pari ad almeno 5 anni.

Inoltre è necessario che alla data di ingresso nel sistema della riforma Fornero, cioè al 31 dicembre 2011, gli interessati devono aver maturato il diritto ad un trattamento previdenziale con le regole pensionistiche antecedenti la riforma Fornero. Il completamento dei 15 anni di contribuzione versata deve comunque essere successivo al 31 dicembre 2011.