Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensioni 2021 nati 1958/1959 a 62 anni, dal 2022 doppia penalità

Con il passaggio da quota 100 a quota 102, ecco cosa rischiano i nati nel biennio 1958/1959.

Per il post quota 100 si parla insistentemente di quota 102. Questa è l’ipotesi che con più fattibilità, sembra prevedere piede. La quota 100 finirà nel 2021, il 31 dicembre, come previsto dal decreto che la istituì. La sperimentazione triennale di quota 100 cesserà per lasciare spazio ad una ipotetica riforma che dovrebbe prevedere quota 102 e quota 41 più allargata. Ipotesi dicevamo, ma sulle quali si può azzardare una prima analisi, soprattutto sulla quota 102, misura simile a quota 100 ma più difficile da centrare e più penalizzante. E chi è nato nel 1958 o nel 1959 potrebbe subire di colpo una doppia penalizzazione.

Pensioni 2022, doppia penalizzazione

Perché i nati nel 1958/1959 rischiano una doppia penalità con il passaggio da quota 100 a quota 102? A dire il vero la penalità di cui parliamo non è esclusiva dei nati nel biennio, ma questi rischiano di essere i primi a subire queste spiacevoli conseguenze della riforma di cui oggi si parla.

Niente a che vedere con lo scalone di 5 anni che si materializzerebbe senza interventi in riforma e lasciando al post quota 100, il ritorno in pieno alla legge Fornero. Ma si tratta comunque di penalizzazioni, come età pensionabile di uscita e come importo delle pensioni.

Pensioni nati 1958/1959, ecco cosa accade

La riforma che dovrebbe avere quota 102 come surroga a quota 100, sembra verrà prodotta con una legge delega ad anno 2021 in corso. Niente da fare per la prossima legge di Bilancio, che avrà probabilmente solo le proroghe di Ape Sociale e Opzione donna.

Tra l’altro intervenire subito avrebbe poco senso dal momento che la quota 100 avrà ancora un anno di sperimentazione, scadendo come detto il 31 dicembre 2021. Tornando ai nostri nati tra gennaio e dicembre del 1958 o nel 1959, se nel 2021 non avranno i 38 anni di contribuzione versata utile alla quota 100, il problema doppia penalizzazione è marcato.

In primo luogo c’è da fare i conti con una evidenza piuttosto netta. Se il 38imo anno di contribuzione non arriverà entro il 31 dicembre 2021, il nato nel 1958 (o nel 1959), pur completando l’età minima per la quota 100, cioè i 62 anni (nel 2021 i nati nel 1958 avranno 63 anni), non potrà rientrare nella misura.

E se dal 2022 ci sarà quota 102, i nati nel 1958 dovranno aspettare il 2023 per anticipare la pensione a 64 anni, mentre i nati nel 1959, dovranno attendere l’anno successivo. Ma c’è di più. Infatti sulla misura si pensa a una penalizzazione per anno di anticipo.

In pratica, tanti anni si lascia il lavoro prima dei 67 anni della pensione di vecchiaia, tanto più alta è la penalizzazione. Al momento si parla di
una sforbiciata compresa tra il 2,8% e il 3% del montante contributivo per ciascun anno di anticipo.