Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensioni 2021: ecco il salasso, da 100 a 170 euro di tagli

I nuovi coefficienti di trasformazione producono tagli ingenti per i nuovi pensionati

Il 2021 parte in negativo in materia previdenziale. Non bastava la perequazione ferma per gli assegni già in essere, con zero aumenti dal primo gennaio. Adesso entra in scena pure la vicenda dei nuovi coefficienti, più penalizzanti per chi vuole in pensione i accinge ad andare. E sul quotidiano Il Giornale si parla di salasso.

Cosa accadrà alle pensioni nel 2021

«La grande botta sulle pensioni. Ecco chi perde fino a 170 euro», così titola un eloquente articolo del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti.

Per via dei nuovi coefficienti di trasformazione dei contributi in pensione, per i nei pensionati di può tranquillamente parlare di salasso.
Da uno studio della UIL si evince che saranno parecchi i pensionati che si troveranno a dover fare i conti con una perdita piuttosto rilevante sull’assegno previdenziale.

Soprattutto per chi andrà in pensione nel 2021 con il sistema contributivo su tutta la carriera, si potrà andare bene oltre i 100 euro di perdita. Come si capisce, parliamo di chi in pensione deve andarci nel 2021, perché sulle pensioni già in pagamento non sono previsti i tagli. Lo studio mette a paragone le ultime due annualità, cioè quella appena trascorsa del 2020 con quella appena entrata del 2021.

Andando ancora più indietro le differenze sono ancora maggiori perché ilo trend relativo ai coefficienti da anni è questo. E il problema è che oggi questa situazione si affianca a quella della perequazione bloccata.

Perché le perdite nel 2021 rispetto al 2020?

Tutto dipende quindi dai coefficienti di trasformazione, quei parametri che trasformano i contributi versati durante le carriere lavorative in pensione. Secondo la UIL, il taglio non sarà piccolo. Per esempio, un lavoratore che a 67 anni riesce a maturare una pensione da 1.500 euro perderà rispetto ad un collega con stessa pensione e stessa età, uscito nel 2020, circa 100 euro. Sul funzionamento dei coefficienti tutto è chiaro, perché si basano sulla aspettativa di vita e pertanto, prima si esce dal lavoro meno favorevole è il cambio.

Il fatto è che anche per chi esce dal lavoro a 67 anni, soprattutto su rateo di pensione calcolato con il sistema contributivo la perdita rispetto al 2020 sarà importante. Il colpo è piuttosto pesante, perché come spiegano Uil e quotidiano, nel 2021 si registra una riduzione dello 0,33 per cento e dello 0,72 per cento sui valori dei coefficienti.

Più sale la pensio0ne maggiore è il taglio che si subisce e così se è di circa 100 euro la perdita per i pensionato con assegni lordi pari a 1.500 euro, per chi ha assegni lordi da 2000 euro mensili la perdita è di circa 136 euro e con un assegno di 2500 euro lordi al mese si arriva addirittura a 170 euro annui di perdita.