Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni 2021: ecco come si punta a evitare licenziamenti di massa

Nella nuova legge di bilancio 2021 le pensioni potrebbero giocare un ruolo chiave per evitare gli effetti peggiori della crisi da coronavirus: i timori per la fine del blocco dei licenziamenti, le possibilità offerte da strumenti come APE sociale, opzione donna, quota 41, RITA e dagli altri scivoli aziendali.

Nel corso del 2021 non ci sarà solo la proroga delle pensioni anticipate tramite ape sociale e dell’opzione donna. A giocare un ruolo chiave nella gestione della difficile situazione occupazionale e previdenziale del post pandemia potrebbero esserci anche i fondi pensione (che garantiscono uno strumento di sostegno alternativo al welfare tradizionale) e il cosiddetto contratto di espansione.

Nella pratica, il sistema occupazionale sarà soggetto a un ulteriore stress test, dettato dalla fine del blocco ai licenziamenti dovuto alla diffusione di covid-19. Le prospettive per una possibile ulteriore estensione del provvedimento insieme ai periodi straordinari di cassa integrazione indicano che le misure potrebbero arrivare fino al prossimo mese di marzo 2021, dopodiché i lavoratori e le aziende dovranno cavarsela con i normali ammortizzatori sociali.

Riforma pensioni e welfare: le stime del governo per i licenziamenti nel 2021 e le misure di flessibilità previdenziale

Secondo le ultime stime diffuse negli ultimi mesi, il 2021 sarà un anno caldo per quanto concerne il comparto occupazionale. I rilievi di Banca d’Italia e dell’Istat indicano che la perdita dei posti di lavoro potrebbe arrivare a toccare il milione di unità. Oltre alla necessità di rinforzare il paracadute di breve termine (grazie all’assegno fornito dalla Naspi e dagli altri ammortizzatori sociali), a preoccupare è il reinserimento di lungo termine nel mondo del lavoro.

I lavoratori che subiscono il licenziamento in età avanzata potranno comunque contare su una serie di provvedimenti già presenti all’interno del nostro ordinamento. A partire dai diversi meccanismi di accesso flessibile alla pensione in scadenza nel 2020 e che saranno rinnovati con la nuova legge di bilancio. Si pensi, ad esempio, all’APE sociale e all’opzione donna, entrambe in corso di estensione per un ulteriore anno all’interno della legge di bilancio 2021.

Resta inoltre possibile anche nel prossimo anno beneficiare della quota 100 e della quota 41, così come dei meccanismi ordinari di accesso alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne). Infine, un ruolo importante potrebbero giocarlo anche i fondi pensione. Tutto ciò, sia considerando gli anticipi di liquidità che possono erogare durante i periodi di disoccupazione dei lavoratori, sia prendendo come riferimento l’accesso alla pensione anticipata tramite RITA (che permette fino a 10 anni di vantaggio rispetto ai criteri dell’assegno di vecchiaia).