Pensioni 2021: come aggiungere contributi con il riscatto dei periodi vuoti pagando poco

Pensioni 2021: come aggiungere contributi con il riscatto dei periodi vuoti pagando poco

Si può completare l’anzianità contributiva necessaria alla pensione o aumentarne l’importo con il riscatto che per qualcuno è agevolato.

Cercare di arrivare al requisito contributivo per accedere alla pensione con la misura prescelta, oppure aumentare l’importo della propria pensione aggiungendo contributi è ciò che si può fare tramite l’istituto del riscatto.

Riscattare contributi significa rendere utili al diritto ed alla misura della pensione, periodi scoperti da contribuzione previdenziale. Lo strumento è il riscatto, che può essere utilizzato da soggetti che hanno dei periodi non lavorati e non coperti da contributi.

Il riscatto è oneroso nel senso che per trasformare periodi in cui non ci sono contribuzioni versate e c’è assenza di occupazione, in periodi utili alle pensioni, occorre pagare un corrispettivo.

Molto dipende dal momento in cui cadono questi periodi di assenza di contribuzione, se nel sistema retributivo o se nel sistema contributivo. Per alcuni infatti esiste l’istituto del riscatto agevolato che consente di risparmiare molto in termini di onere da riscatto.

Pensioni: il riscatto e cosa bisogna sapere

Il costo del riscatto è naturalmente a carico del soggetto interessato. Come detto, tutto dipende dal periodo dove ricadono i vuoti contributivi e questo incide anche sulle modalità di calcolo dell’onere. Si utilizza la cosiddetta riserva matematica se si intende riscattare periodi antecedenti il 1996, cioè periodi che rientrano nel sistema retributivo.

L’onere è calcolato in percentuale invece per i periodi successivi all’entrata in vigore del sistema contributivo, ovvero, il 1° gennaio 1996. Quando si parla di riscatto agevolato e quindi di strumento che fa risparmiare soldi al contribuente interessato si parla di periodi contributivi.

Su questo l’Inps ha da poco confermato che per esempio, in materia di riscatto dei periodi di assenza di contribuzione per via del corso di studio universitario, la facoltà di accedere al riscatto agevolato vale anche per i periodi ricadenti nel sistema retributivo e quindi antecedenti il 1996, ma a condizione che l’interessato scelga di farsi liquidare la pensione con il sistema contributivo.

Non sono poche le misure che prevedono il ricalcolo contributivo delle prestazione, dall’opzione contributiva alla pensione in totalizzazione nazionale, da opzione donna alla pensione con computo della gestione Separata.

Regole di calcolo della pensione

Se invece non si sceglie il calcolo contributivo o se la misura pensionistica che il lavoratore ha puntato per la pensione e la sua carriera, danno diritto al calcolo misto, la pensione verrà calcolata nel canonico modo.

Pertanto, pensione calcolata con il sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011 con almeno 18 anni versati prima del 1996, oppure fino al 31 dicembre 1995 con meno di 18 anni versati prima del 1996. Il resto della pensione invece è calcolata con il sistema contributivo.

Solo chi non ha anzianità precedenti il 1996 non ha scelta e la sua pensione si calcolerà interamente con il sistema contributivo. In questo caso il riscatto dei periodi di vuoto contributivo tra il primo contributo versato e l’ultimo rientrano perfettamente nel riscatto agevolato.

Riscatto, quali periodi si possono “bonificare” per le pensioni?

I periodi riscattabili sono i periodi di lavoro all’estero in Paesi non convenzionati con l’Italia, i periodi corrispondenti all’astensione facoltativa per maternità fuori dal rapporto di lavoro, il già citato riscatto della laurea e così via.

Per calcolare il riscatto con sistema contributivo e quindi con il metodo percentuale la percentuale da utilizzare sono le stesse aliquote contributive che vigono nel fondo in cui opera il riscatto stesso. E la base su cui calcolare l’onere è l’ultimo reddito assoggettato a contribuzione del contribuente.

Il risultato ottenuto è l’onere di riscatto di un anno di contribuzione. Naturalmente se si intende riscattare più anni (per esempio quelli di lavoro in uno Stato estero non convenzionato con l’Italia), occorre moltiplicare quel risultato per gli anni da riscattare.

Questi periodi confluiscono in pieno nel montante contributivo ed oltre che garantire l’accesso a determinate misure previdenziali perché aiutano a centrare il requisito contributivo, questi periodi sono utili anche al calcolo della prestazione, cioè ne aumentano l’importo. Naturalmente anche se lontani nel tempo questi contributi vengono rivalutati dalla data di domanda e non dalla data a cui essi si riferiscono.