Pensioni 2021: 62 o 63 anni di età? le differenze tra Anticipo pensionistico e quota 100

Pensioni 2021: 62 o 63 anni di età? le differenze tra Anticipo pensionistico e quota 100

Il confronto tra Ape sociale e quota 100, misure valide anche nel 2019.

In attesa che l’operazione di riforma del sistema previdenziale faccia il suo corso, quindi nel 2022, che sia tramite legge delega o tramite nuova manovra di Bilancio, nel 2021 ci saranno due dei canali di uscita più importanti degli ultimi anni. Si tratta di quota 100 e Ape sociale, due misure che consentono, in maniera diversa, di accedere alla pensione prima del compimento dei 67 anni di età.

L’Ape sociale sarebbe dovuta scadere a fine 2020 ma la legge di Bilancio che ormai è in dirittura di arrivo, sembra che ne confermerà il funzionamento anche l’anno venturo.

E quindi, sia la quota 100 che l’Ape sociale potranno consentire a molti lavoratori di avere a disposizione due canali di uscita piuttosto allettanti, se si pensa che si può uscire fino a 5 anni prima dei 67 anni previsti dalla pensione di vecchiaia.

Due misure per alcuni versi simili, ma profondamente diverse come requisiti e come platea dei beneficiari, a tal punto che l’una può essere più appetibile dell’altra e viceversa.

Quota 100 e Ape sociale, i punti in comune

Entrambe le misure di cui parliamo, sono misure sperimentali, ovvero, misure che sono in funzione fino ad una determinata scadenza. Proprio la scadenza delle due misure è la prima cosa che le accomuna, dopo quello che sembra sia in programma con la legge di Bilancio.

La quota 100 è nata per una sperimentazione triennale, dal 2019 al 2021 e come da programma si termina il 31 dicembre 2021. L’Ape sociale invece è una misura che sarà probabilmente prorogata proprio fino al 31 dicembre 2021. Probabilità di ulteriore proroghe per l’anno 2022 sono davvero poche, dal momento che il sistema previdenziale dovrebbe essere completamente stravolto da una profonda riforma previdenziale.

Entrambe le misure prevedono una flessibilità in uscita, perché si tratta di misure opzionali, con il lavoratore che può scegliere quando lasciare il lavoro a partire da una determinata età minima da raggiungere, unita ad una altrettanto determinata soglia contributiva.

Differenze tra quota 100 e Ape sociale

La quota 100 è una misura spiccatamente previdenziale, dal momento che si rivolge alla generalità dei lavoratori, senza distinzione alcuna. L’Ape sociale invece è una misura prettamente assistenziale, anche se è “mascherata” da strumento previdenziale. Lo dimostra il fatto che la platea dei potenziali aventi diritto all’Anticipo Pensionistico sono soggetti che hanno più di qualche problema, da quello reddituale (disoccupati) a quello di salute (invalidi), da quello lavorativo (lavori gravosi) a quello familiare (con invalidi a carico).

La quota 100 è una vera e propria pensione, dal momento che una volta utilizzata, questa misura dura per tutta la vita. L’Ape sociale invece è una misura di accompagnamento alla pensione, un reddito ponte che accompagna il lavoratore alla pensione. Infatti nel momento in cui il lavoratore arriva a compiere il 67imo anno di età, l’Ape sociale cessa di essere erogata e al lavoratore non resta che presentare domanda di pensione di vecchiaia.

La quota 100 prevede l’età minima di uscita a 62 anni, mentre l’Ape sociale a 63. Per quanto riguarda il requisito contributivo, per l’Ape sociale servono 30 anni se il richiedente utilizza il canale dedicato ai disoccupati, agli invalidi o ai caregivers, mentre sono necessari 36 anni se si tratta di lavoratori alle prese con le cosiddette attività gravose.

La quota 100 invece si centra con almeno 38 anni di contributi versati. L’Ape sociale è una misura assai particolare. Temporanea come dicevamo, perché dura giusto gli anni dell’anticipo, essendo un reddito ponte che accompagna il richiedente alla pensione. La misura non è reversibile a causa della morte del beneficiario e non prevede tredicesima. Tutte cose che invece la quota 100 prevede.