Autore: Stefano Calicchio

Pensione - Ammortizzatori sociali

20
Feb

Pensioni 2020, terminato ieri il ciclo di incontri di febbraio tra governo e sindacati

Chiuso il ciclo di tavoli sulle pensioni previsto per il mese di febbraio, il prossimo confronto politico tra esecutivo e parti sociali è previsto per il 13 marzo 2020.

Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 20 febbraio 2020 vedono concludersi il ciclo di tavoli e incontri del mese di febbraio tra governo e sindacati in merito alla riforma del settore. Nella giornata di ieri sono arrivate, in particolare, nuove dichiarazioni riguardanti la previdenza complementare e la necessità di intervenire per rilanciare il pilastro integrativo privato. Nel frattempo dai comitati arrivano nuove rivendicazioni riguardanti il lavoro di cura.

Riforma pensioni 2020, ieri l’ultimo tavolo del mese tra esecutivo e parti sociali

Si è tenuto nella giornata di ieri l’ultimo appuntamento di confronto tra governo e sindacati in merito alla riforma del settore che dovrebbe essere implementata all’interno del prossimo DEF ed avviata con la legge di bilancio 2021. In particolare, l’appuntamento di ieri ha affrontato il tema del rilancio della previdenza integrativa, mentre in precedenza si è parlato di pensioni di garanzia per i giovani, rivalutazioni degli assegni in essere e dell’avvio di un sistema generalizzato di flessibilità nell’uscita dal lavoro.

Per il momento il governo ha preso nota delle richieste delle parti sociali senza esprimere alcun commento operativo, in attesa di effettuare i rilievi tecnici sugli interventi proposti e di delineare le coperture necessarie. Il prossimo incontro tra le parti è quindi previsto per il 13 marzo 2020, quando avrà luogo una verifica politica e si delineerà finalmente il possibile quadro delle misure pensate per tradurre in legge le proposte discusse finora.

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Proietti (Uil): “miglior sistema di previdenza integrativa d’occidente, serve una semplice manutenzione”

Il Segretario confederale della UIL Domenico Proietti fa il punto della situazione in merito alla riunione tenutasi ieri tra governo e piattaforma sindacale unitaria. Al termine del confronto il sindacalista ha ricordato innanzitutto che il sistema italiano della previdenza integrativa è “il migliore dell’occidente” e che a tal proposito “dobbiamo semplicemente fare una manutenzione”.

Per realizzarla Proietti suggerisce di definire un nuovo semestre di silenzio - assenso per permettere ai lavoratori di riflettere sulla decisione di aderire ai fondi integrativi. Oltre a ciò, serve “riportare la tassazione sui rendimenti dall’11 al 20%”, armonizzandola con quella dei fondi comuni d’investimento.

Resta inoltre in essere la necessità di consentire l’accesso ad alcune categorie, come quelle relative al comparto della sicurezza ed avviare un contrasto all’evasione contributiva. Infine, l’esponente della Cisl ha ribadito la contrarietà dei sindacati rispetto all’ipotesi di avviare un fondo di previdenza complementare gestito dall’Inps.

Il commento in arrivo dalla Cgil sul tavolo di confronto riguardante la previdenza complementare

“Oggi incontro sulla previdenza complementare. Il 13 marzo ci sarà il nuovo confronto con il Governo per fare il punto su tutti i temi discussi ai tavoli tecnici sulle pensioni e dare il via alla trattativa vera e propria con le prime valutazioni del governo”. Così si esprime la Cgil tramite il proprio account su twitter rispetto all’incontro avvenuto nella giornata di ieri con il governo in merito al pilastro pensionistico integrativo.

Secondo una nota rilasciata tramite il social network, “la previdenza complementare va garantita a tutti, è un’opportunità per le lavoratrici e i lavoratori e per il Paese. Per questo occorre favorire le libere adesioni, soprattutto tra le nuove generazioni, attraverso un semestre di silenzio assenso e una campagna informativa istituzionale”. Oltre a ciò, la Cgil suggerisce di “intervenire per coniugare il risparmio previdenziale con gli investimenti in economia reale ed in infrastrutture sociali”, conclude il comunicato.

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Armiliato (CODS) e le rivendicazioni sul lavoro di cura

Nel frattempo dal Comitato Opzione Donna Social si torna a rimarcare la necessità di valorizzare il lavoro di cura. “Maternità e carriera costituiscono ancora per molte un bivio non bypassabile, specie in assenza di condizioni economiche agiate alle spalle”, ha specificato la fondatrice Orietta Armiliato.

Per l’amministratrice del gruppo “chi un lavoro ce l’ha, è costretta a forti limitazioni nella carriera per conciliare famiglia e lavoro, dal cucinare ad occuparsi di familiari anziani: ecco che la donna “tuttofare” sopperisce alla carenza di servizi pubblici pagando in prima persona per il benessere dell’intera collettività”, ha quindi concluso Armiliato.