Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni 2020, il nodo del lavoro di cura e le richieste di correzione degli errori commessi dall’Inps

Sulle pensioni la Cgil di Monza evidenzia la possibilità di errori nei conteggi. Le prese di posizione della politica, mentre dai Comitati si torna a rivendicare la necessità di valorizzare il lavoro di cura e di eliminare i vincoli per accedere all’Inps.

Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 12 gennaio 2020 vedono arrivare nuove importanti dichiarazioni dai sindacati. In particolare, la Cgil di Monza ha lanciato un avviso nel quale si avverte circa la possibilità di errori nei conteggi dei nuovi assegni, così come indicato dalle rimostranze in arrivo dagli iscritti. Un problema verso il quale è arrivata nelle scorse ore anche la presa di posizione della parlamentare Dem Serracchiani, che chiede pronte verifiche ed un intervento tempestivo all’Inps.

Nel frattempo proseguono le rivendicazioni da parte dei Comitati dei lavoratori. Dal CODS si torna ad evidenziare all’interno di un lungo e dettagliato post i motivi per i quali è necessario valorizzare i lavori di cura. Mentre dal gruppo “Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni” si avverte di non prevedere alcun vincolo o paletto all’ingresso per le soluzioni di pensionamento anticipato legate al sistema contributivo puro.

La Cgil avverte: pensioni più basse per un errore Inps

Dalla Spi-Cgil di Monza arriva un nuovo avvertimento rispetto a possibili errori di conteggio nel passaggio al nuovo anno. In particolare, secondo quanto indicato all’interno di un recente comunicato stampa, “in occasione del rinnovo delle pensioni nel 2020, molti pensionati si trovano un importo di pensione diminuito anziché aumentato sulle pensioni superiori a 1.539,03 (tre volte il minimo 2019)”.

Oltre a ciò, secondo il sindacato vengono segnalati “fantomatici conguagli Irpef, senza alcuna specifica da parte dell’Istituto. Riteniamo in proposito che la Direzione centrale dell’Inps debba essere molto più trasparente in occasione di variazioni di importo e specifiche di merito nei confronti dei pensionati che sono in continua agitazione e sconcertati ogni volta”.

Qualora tali situazioni non trovino nel breve termine una pronta soluzione, il suggerimento della Cgil è di procedere con l’invio di una pratica di ricostituzione documentale presso il patronato, che provvederà anche ad effettuare tutte le verifiche del caso.

Serracchiani (PD): “l’Inps corregga subito l’errore nel calcolo delle pensioni”

Anche dalla Camera dei Deputati arriva una richiesta diretta di intervento rispetto al problema evidenziato dalle parti sociali nei conteggi degli assegni. “L’Inps corregga subito l’errore nel calcolo delle pensioni e si scusi con le migliaia di persone che sono state danneggiate ricevendo meno del dovuto” ha intimato la deputata Dem Debora Serrachiani, evidenziando che “una struttura come l’Inps è al servizio dei cittadini e non sono accettabili errori di questo tipo, ma ancor meno un silenzio che sembra arroganza”.

Secondo la parlamentare, da parte dell’Inps è necessaria un’immediata “informazione su tempi e modi del rimborso a chi ha percepito meno del dovuto”. Rispetto a problematiche come queste, l’esponente democratica ha quindi ricordato la riorganizzazione in corso presso l’Inps, auspicando che si possano evitare “simili brutti errori” in futuro.

Armiliato (CODS): “le donne sono in credito”

Dal Comitato Opzione Donna Social si torna a ricordare l’importanza del riconoscimento del lavoro di cura ai fini previdenziali. La fondatrice Orietta Armiliato ha pubblicato un lungo post nel quale ha ricordato le moltissime rinunce e gli sforzi portati avanti dalle donne in favore del proprio nucleo familiare.

“Avete rinunciato alla vostra carriera lavorativa ed a molto altro, per accudire famiglia e figli e/o avete perso il posto di lavoro per questo… avete stirato quintali e quintali di panni, avete scaricato milioni di migliaia di lavatrici, avete riempito e spinto centinaia e centinaia di carrelli al supermercato, avete atteso sotto la pioggia battente bimbi che uscivano dalla palestra ai quali arrivati a casa avete preparato la merenda e lavato gli indumenti utilizzati per fare sport, avete trascorso notti insonni quando erano ammalati e giornate successive dove in fabbrica o in ufficio o in negozio vi cadeva la testa per il sonno” ha ricordato l’amministratrice del gruppo, ribadendo che proprio le donne si sono fatte carico di tutto questo e di molto altro e sottolineando che oggi a causa di ciò per loro è così difficile ottenere l’accesso alla pensione.

Per moltissime donne risulta infatti impossibile maturare gli anni di versamenti attualmente previsti dalla legislazione. Anche per questo Armiliato invita a rendersi conto che “le donne sono in credito”.

D’Achille (Lavoro e Pensioni): “nessun paletto con il contributivo puro”

Nel frattempo dal gruppo Facebook “Lavoro e Pensioni: Problemi e Soluzioni” si torna a chiedere maggiore flessibilità in uscita dal lavoro, soprattutto rispetto ad alcune recenti ipotesi di riforma del settore circolate sugli organi di stampa. Mauro D’Achille ha infatti preso posizione in merito alle proposte di accesso anticipato alla quiescenza caratterizzate da vincoli.

“Se davvero state pensando al contributivo per tutti, allora nessun paletto” ha quindi ricordato l’amministratore del gruppo, specificando il rischio di avvicinare sempre più il meccanismo di funzionamento del sistema previdenziale pubblico a quello privato. “Se volete trasformare l’inps in una assicurazione privata, allora i coefficienti di trasformazione vanno calcolati come quelli delle assicurazioni leader sul mercato, e le rivalutazioni non più basate sul PIL”.