Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

21
Gen 2020

Pensioni 2020, il Premier Conte sul taglio dell’Irpef: ‘coinvolgere anche i pensionati’

Dal governo arrivano nuove importanti aperture rispetto al taglio dell’Irpef sulle pensioni. Il passaggio avrà luogo con la prossima riforma fiscale.

Il taglio del cuneo fiscale potrebbe presto estendersi anche in favore dei pensionati. Lo dichiara il Premier Giuseppe Conte, indicando la volontà dell’esecutivo verso il coinvolgimento di coloro che hanno già avuto accesso alla quiescenza nella riduzione delle aliquote Irpef. Un punto che è stato richiesto a gran voce anche dai sindacati negli scorsi giorni e sul quale si sta portando avanti un dialogo finalizzato a concretizzarsi all’interno della prossima riforma fiscale.

Lo conferma lo stesso Presidente del Consiglio, suggerendo che “nei prossimi giorni ci sarà un proseguimento dei tavoli su pensioni, investimento e mezzogiorno”. Nella pratica, si punta ad estendere un provvedimento che già nella fase iniziale dovrebbe riuscire a coinvolgere circa 16 milioni di lavoratori. Per fare ciò, bisognerà però attendere perlomeno la seconda parte dell’anno, quando sarà portata avanti una riforma complessiva del sistema fiscale.

“Coinvolgeremo in questo piano anche i pensionati” ha quindi concluso Conte, indicando che il taglio del cuneo fiscale rappresenta “un primo passo verso una riforma complessiva del sistema fiscale ed in particolare dell’Irpef”.

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Il Ministro del Lavoro Catalfo: si procede verso “riforma fiscale da cui traggano beneficio anche i pensionati”

Nelle scorse ore è intervenuta sul punto anche il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, evidenziando il passo in avanti compiuto nel dialogo con i sindacati e l’avvio di un importante percorso di riforme nel settore fiscale e previdenziale. In tal senso, dopo il taglio del cuneo fiscale in favore dei lavoratori si conferma l’intenzione di procedere in favore di incapienti e pensionati.

“Oltre al taglio del cuneo fiscale, stiamo studiando interventi importanti come il salario minimo dando efficacia erga omnes alla parte salariale dei CCNL comparativamente più rappresentativi, eliminando la concorrenza al ribasso fra i lavoratori, il contrasto al part time involontario che colpisce soprattutto le donne, una detassazione dei rinnovi contrattuali e ultima ma non meno importante, una riforma del sistema fiscale (soprattutto l’Irpef), da cui traggano reale beneficio anche i pensionati”, ha concluso l’esponente del governo.

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