Autore: G.M

Pensione

4
Nov

Pensioni 2020: ecco le misure disponibili e i requisiti

Andare in pensione nel 2020, come fare? ecco alcune misure in vigore e come fare per poter andare in pensione.

La manovra di Bilancio si appresta ad essere valutata dal Parlamento, ma in materia previdenziale, le misure che saranno attive nel 2020 sembrano ormai ben definite. Confermate opzione donna, Ape sociale e soprattutto quota 100. Queste misure si affiancano alle altre che potranno essere sfruttare l’anno venturo. Ecco ciò che offre l’ordinamento, a partire dai due pilastri del sistema, la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata.

Pensione di vecchiaia 2020

La pensione di vecchiaia l’anno venturo avrà i requisiti invariati rispetto al 2019. Pertanto, si potrà andare in pensione con 67 anni di età e 20 di contributi. Soglie valide per tutti, senza distinzioni di genere o di tipologia di lavoro svolto. Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, i cosiddetti contributivi puri è necessario che l’assegno previdenziale sua almeno pari a 2,8 volte il trattamento minimo Inps. In questo caso si parla di pensione anticipata contributiva a 64 anni di età e con 20 di contributi. Anche se chiamata anticipata, questa misura è a tutti gli effetti uno scivolo rispetto alla pensione di vecchiaia, poiché ha lo stesso montante dei contributi, cioè 20 anni minimo.

Pensione anticipata 2020

Si tratta della misura che non prevede limiti di età che prima della legge Fornero si chiamava pensione di anzianità. La pensione anticipata si c’entra anche nel 2020 con 42 anni e 10 mesi di età per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Anche in questo caso, contributi a qualsiasi titolo versati e nessun vincolo di importo delle pensioni.

Quota 100 anche nel 2020

Largamente discussa, la quota 100 è assai probabile che resti in vigore fino alla sua naturale scadenza del 31 dicembre 2021. Anche per il 2020 quindi si aprono le porte della pensione con questo strumento, a soggetti con 38 anni di contributi versati ed almeno 62 anni di età. Una misura che non ha vincoli o limiti particolari e che non prevede penalizzazioni di assegno se si escludono quelle derivanti dal minor numero di anni di contributi versati o del meno favorevole coefficiente di trasformazione utilizzato. L’unico vincolo è quello della decorrenza della prestazione pensionistica che è posticipata dal meccanismo delle finestre, rispetto alla data di maturazione del diritto alla pensione. Bisogna aspettare 3 mesi nel settore lavorativo privato e 6 mesi nel pubblico impiego per incassare il primo rateo di pensione a partire dalla data in cui si completano i requisiti.

Opzione donna 2020, come funziona?

Anche opzione donna è misura che il governo intende confermare nel 2020 con la manovra economica. Si tratta dello scivolo contributivo per lavoratrici. Una possibilità aperta a donne con 57 anni di età se lavoratrici dipendenti e 58 anni di età se lavoratrici autonome, con 35 anni di contributi versati. La pensione però viene calcolata interamente con il penalizzante sistema contributivo e sull’intero montante dei contributi versati.

Ape social, cos’è?

L’Ape social è l’acronimo di anticipo pensionistico sociale, misura tra l’assistenziale ed il previdenziale. La misura in scadenza il 31 dicembre prossimo, sarà prorogata dal governo in legge di Stabilità. Con l’Ape social si va in pensione con 63 anni di età (soglia minima) e 30 di contributi, ma solo se disoccupati, invalidi o caregivers. Per i disoccupati occorre che siano passati tre mesi dall’ultimo assegno di disoccupazione Inps (Naspi) percepita. Per gli invalidi o per chi ha invalidi a carico, occorre che il disabile abbia un grado di invalidità certificata dalla commissione Asl competente, pari o superiore al 74%. Essendo una misura che ha un marcato lato assistenziale, non può essere trasferita tramite reversibilità in caso di decesso del beneficiario e non prevede tredicesima mensilità.

Lavori gravosi, cosa sono?

L’Ape sociale è destinata anche a chi svolge particolari e logoranti attività lavorative. Si tratta dei famosi lavori gravosi, che in tutto sono 15. Maestre di asilo, infermieri ed ostetriche di sala parto o sala operatoria, camionisti, macchinisti dei treni e personale viaggiante, edili, conciatori di pelli, agricoli, pescatori, marittimi, siderurgici, badanti, operatori ecologici, addetti alle pulizie, facchini e gruisti sono le attività che permettono di accedere alla pensione a 63 anni. Necessario però aver racimolato 36 anni di contributi versati e che l’attività lavorativa gravosa sia stata svolta per 7 degli ultimi 10 anni di lavoro o per 6 degli ultimi 7.

Pensione ai precoci

In vigore anche nel 2020, perchè ormai misura strutturale è la quota 41. Si tratta della misura destinata a lavoratori precoci ma dello stesso tipo dell’Ape social, cioè disoccupati, invalidi, caregivers e lavori gravosi. Si va in pensione senza limiti di età una volta raggiunti i 41 anni di contributi versati. Di questi però, almeno un anno deve essere stato espletato, anche in maniera discontinua, prima dei 19 anni di età.

Lavori usuranti 2020

In pensione con quota 97,6 è quello che permette la misura destinata a lavori usuranti. Occorre avere almeno 35 anni di contributi versati e almeno 61 anni e 7 mesi di età. La quota si centra utilizzando anche le frazioni di anno. L’elenco delle tipologie di lavoratori a cui è destinata la misura è stato stabilito da un decreto del 2011 e sul sito dell’Inps sono chiaramente indicate. Tra le più comuni, lavoratori della linea a catena, autisti dei mezzi di trasporto pubblici con massa superiore a 9 persone e i lavoratori notturni.