Pensione quota 100: quanto si perde rispetto alla pensione di vecchiaia?

Pensione quota 100: quanto si perde rispetto alla pensione di vecchiaia?

Sono moltissimi i lavoratori che si domandano quanto effettivamente ci si rimette anticipando la pensione con la quota 100.

Uscire con la quota 100 a 62 anni significa anticipare la pensione di vecchiaia di 5 anni. Molti sono i lavoratori che si chiedono quanto costi, effettivamente, questo anticipo all’assegno previdenziale che, altrimenti, si sarebbe maturato al compimento dei 67 anni.

Quanto di perde con quota 100?

Molti all’introduzione della quota 100 hanno parlato di penalizzazione sull’assegno previdenziale ma, in effetti, la quota 100 non prevede penalizzazioni.

Ovviamente, però, anticipando la pensione rispetto alla misura di vecchiaia, si lavora di meno ma si versano anche meno contributi. Inoltre è da considerare che il coefficiente di trasformazione applicato a 62 anni è più basso di quello applicato al compimento dei 67 anni.

E la cosiddetta penalizzazione che comporta la quota 100 va ricercata proprio in questi due fatto: coefficiente di trasformazione applicato e anni in meno di contribuzione versata.

Ma cerchiamo di quantificare la perdita con degli esempi pratici riportati in un interessante studio presentato sul quotidiano Ilsole24ore.

Prendiamo il caso di un lavoratore con una retribuzione annua lorda di 30mila euro. Accedendo a 62 anni con la quota 100 l’importo della pensione lorda mensile spettante sarebbe di 1372 euro con una perdita sull’importo spettante, in costanza di rapporto di lavoro, al compimento dei 67 anni del 22,2% e con un tasso di sostituzione del 59,5%.

Lo stesso lavoratore, scegliendo di lavorare 2 anni in più e accedendo alla pensione con la quota 100 a 64 anni avrebbe una pensione lorda mensile di 1541 euro con una con una perdita sull’importo spettante, in costanza di rapporto di lavoro, al compimento dei 67 anni del 12,6% e con un tasso di sostituzione, rispetto all’ultimo stipendio del 65,5%.

Accedendo alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni, lo stesso lavoratore, in costanza del rapporto di lavoro, l’importo lordo mensile spettante sarebbe di 1764 euro con un tasso di sostituzione rispetto all’ultimo stipendio del 72,7%.

La perdita percentuale, inoltre, aumenta all’aumentare della retribuzione annua: se la perdita per chi ha una retribuzione annua di 30mila euro accedendo a 62 anni è del 22,2%, con retribuzione annua di 150mila euro aumento al 28,2%.

Al compimento dei 64 anni, invece, la perdita oscilla tra il 12,6% dei 62 anni, ed il 15,9% dei 64 anni.