In pensione prima con disabile a carico? Ecco come

In pensione prima con disabile a carico? Ecco come

Tra i benefici della legge 104 anche un prepensionamento per i cosiddetti caregivers

Avere un familiare a carico, cioè fare il caregiver è faticoso, stressante e pesante. Ma da anche alcuni vantaggi non trascurabili. Tra i tanti vantaggi, fiscali e di agevolazioni, anche alcuni vantaggi in materia previdenziale, non solo per l’invalido ma anche per chi si prende cura di lui. Infatti a determinate condizioni si può accedere al prepensionamento in quanto caregivers.

Pensioni e invalidi a carico, come anticipare le uscite

Non ci sono regole, norme e leggi che prevedono specificatamente canali di uscita agevolati per chi ha familiari disabili a cui prestano assistenza. Non esiste una misura di pensionamento universale per i cosiddetti caregivers. Ma ci sono diverse possibilità di anticipare la quiescenza grazie ad alcune misure.

Per esempio ce ne sarebbero due che tra i vari potenziali beneficiari, hanno pure i caregivers. Parliamo di Ape social e quota 41 precoci. La prima scade il 31 dicembre prossimo ma sembra ormai certa la sua conferma nel 2022. La seconda invece è misura strutturale. In entrambi i casi si tratta di un vasto e netto anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia che come tutti sanno si percepisce a 67 anni.

Ape sociale per caregivers, come si lascia il lavoro?

Lo abbiamo già detto, l’Ape sociale al momento cessa il 31 dicembre 2021. A proroga confermata, cioè, non appena sarà completata la legge di Bilancio, resterà una misura utile anche ai caregivers. Con l’Ape sociale in qualità di caregivers, si esce dal lavoro con almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi.

Occorre però che l’assistenza al parente stretto disabile grave deve essere iniziata da almeno 6 mesi prima di procedere con la domanda di pensionamento. Va ricordato che l’Ape sociale eroga una pensione in misura pari a quella effettivamente maturata alla data di uscita. Ma si tratta di un assegno di accompagnamento alla pensione, poiché l’Ape è fruibile fino al compimento dei 67 anni di età.

In altri termini, al compimento dei 67 anni di età l’assegno di prepensionamento con l’Ape sociale viene bloccato ed il beneficiario deve presentare domanda di pensione vera e propria, cioè la domanda di pensione di vecchiaia. L’Ape sociale non è reversibile a causa di decesso del beneficiario, non prevede maggiorazioni sociali, assegni familiari e nemmeno la tredicesima mensilità.

La quota 41 per i precoci

E in qualità di caregivers anche la quota 41 precoci può essere una valida opportunità. In questo caso parliamo di una prestazione previdenziale vera e propria e di una misura strutturale del sistema, non avendo scadenza alcuna. Per poter fruire della quota 41 come caregivers occorre rispettare i seguenti requisiti:

  • Avere non meno di 41 anni di contribuzione versata;
  • Avere 35 anni di contribuzione al netto di quella figurativa da malattia e disoccupazione;
  • Prestare assistenza ad un parente stretto disabile grave da almeno 6 mesi prima della domanda di pensione;
  • Avere un anno di contribuzione, anche discontinuo, prima dei 19 anni di età.

Va detto infine che quando parliamo di parente stretto facciamo riferimento al coniuge o un parente di primo grado che deve essere in regime di convivenza con il richiedente l’Ape sociale o la Quota 41.

In alternativa, ammessa anche l’assistenza ad un parente o un affine di secondo grado. In questo caso c’è da rispettare una condizione che è quella che il parente disabile deve avere i genitori o il coniuge sopra i settanta anni di età, deceduti o a loro volta disabili gravi.