Pensione nel 2021 con la disciplina ante 1992, si può ancora

Pensione nel 2021 con la disciplina ante 1992, si può ancora

Nonostante riforma Amato e riforma Fornero c’è chi gode delle vecchie deroghe.

Come è possibile andare in pensione in deroga alle attuali normative previdenziali che prevedono necessariamente per la pensione di vecchiaia, 67 anni di età e 20 di contributi?

Più che una domanda questa, sembra un grido di aiuto di quanti per esempio, hanno difficoltà ad arrivare alla soglia minima dei 20 anni di versamenti contributivi. La verità è che alcune misure in deroga sono ancora vigenti e possono permettere uscite dal lavoro con regole meno rigide di quelle ordinarie.

La pensione quindicenni, cos’è?

Anche nel 2021 ci saranno lavoratori che dal momento che hanno diritto alla pensione calcolata con il sistema retributivo-misto e che hanno iniziato a versare prima del 1° gennaio 1996, potranno sfruttare il requisiti contributivo favorevole dei 15 anni di contributi versati. In pratica, questi lavoratori possono mantenere il requisito contributivo che era vigente prima dell’ingresso nel sistema previdenziale della Riforma Amato del 1992.

Il diritto riguarda i lavoratori cosiddetti quindicenni e si applica rispetto al conseguimento della pensione di vecchiaia. Con questa variante, i lavoratori che vi rientrano, come previsto dall’articolo 2 comma 3 del Decreto Legislativo n° 503 del 1992, possono avere accesso alla pensione di vecchiaia sempre a 67 anni, ma con solo 15 anni di contribuzione versata.

I requisiti per la pensione per quindicenni

La misura di cui trattiamo è comunemente detta Deroga Amato, o meglio, Deroghe Amato visti che in tutto sono tre le variabili ai requisiti vigenti, previste da questa misura. Tre deroghe ognuna delle quali ha requisiti diversi e specifici. L’unico requisito generale per tutte e tre le deroghe è quello dell’anzianità di carriera con versamento di contributi che deve essere antecedente il 1992.

Infatti il beneficio spetta per quei lavoratori che hanno perfezionato 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992. Questa viene definita prima deroga Amato. Stessa possibilità per chi sempre alla data del 31 dicembre 1992, hanno ottenuto dietro domanda, l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria.

In pratica, chi è stato autorizzato prima del 1993, ai versamenti volontari, potrà, a prescindere se ha versato o meno o contributi volontari, accedere alla pensione con 15 anni di contributi anziché 20. Detto della prima e della seconda deroga Amato, la terza è quella destinata ai lavoratori con carriere discontinue.

Si tratta di quei lavoratori dipendenti che possono far valere un’anzianità assicurativa di almeno 25 anni (primo versamento di contributi almeno 25 anni prima della domanda di pensionamento), che hanno avuto una carriera che per almeno 10 anni, anche non consecutivi, ha avuto periodi di lavoro svolti per una durata inferiore a 52 settimane nell’anno solare.

In genere per la misura sono validi i contributi a qualsiasi titolo versati, quindi effettivi, obbligatori, da riscatto, volontari, figurativi. L’importante è che siano relativi a periodi antecedenti il 31 dicembre 1992, anche se le richieste di riscatto per esempio, sono state prodotte negli anni successivi al 1992. Solo per la terza deroga e solo per il requisito dei 10 anni di lavoro per periodo inferiori all’anno, questi periodi possono essere successivi al 1992.