Autore: B.A

Pensione

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Gen 2020

Pensione di vecchiaia con 61 anni per gli uomini e 55 per le donne, ecco perché

Esiste una misura che consente un anticipo ingente per quanto riguarda i pensionamenti, purché si abbia una invalidità dell’80%.

La pensione per gli invalidi con almeno l’80% di riduzione della capacità lavorativa, si può centrare all’età di 61 anni per gli uomini e addirittura a 55 anni per le donne. Naturalmente l’età e l’invalidità non sono gli unici requisiti e le uniche condizioni da centrare. Vediamo adesso nello specifico quali sono gli altri requisiti da soddisfare, per poter anticipare in maniera netta la pensione di vecchiaia.

Pensione di vecchiaia a 55 o 61 anni

Nel nostro ordinamento c’è ancora un’opzione che consente di accedere alla pensione prima del compimento dei 62 o dei 56 anni di età, rispettivamente per gli uomini e per le donne. Si tratta della pensione di vecchiaia anticipata per invalidi, misura nata con il decreto 403/1992. Alla luce di quel decreto, ai lavoratori con invalidità pari o superiore all’80%, viene consentito di andare in pensione molto prima del raggiungimento dell’età pensionabile attualmente prevista, cioè i 67 anni. La misura prevede il pensionamento all’età di 61 anni per gli uomini e di 55 anni per le donne.

Requisiti e condizioni di accesso

Abbiamo detto che la pensione si centra a 61 anni di età se il richiedente è un uomo, ed a 55 anni di età per le donne. Questo è il requisito anagrafico. Poi c’è il requisito della invalidità, che deve essere non inferiore all’80%. L’invalidità deve essere certificata dalle competenti autorità. La misura, prima era ancora più favorevole, ma dal 1° gennaio 2019, è stata ritoccata come requisito anagrafico, dal meccanismo dell’aspettativa di vita, che alla pari delle pensioni di vecchiaia, ha prodotto 5 mesi in più di età.

Ne la legge Fornero e nemmeno i decreti che hanno istituito, prima l’Ape social e quota 41 per i precoci, e poi la quota 100, hanno intaccato la misura. Per questo, anche nel 2020 la misura consentirà a più di qualcuno, un lauto anticipo in termini di uscita dal lavoro. Per centrare la misura, occorre avere anche almeno 20 anni di contributi versati, o in alternativa 15 anni, nel caso in cui questi siano stati completati entro il 1992. L’anzianità contributiva utile a poter rientrare nella misura però, deve essere al 31 dicembre 1995. In pratica, niente anticipo per i contributivi puri, quello col primo contributo versato dal 1996 in avanti.

Sono esclusi dalla possibilità di anticipare la pensione, i lavoratori statali ed i lavoratori autonomi. Infatti, la pensione invalidi all’80%, è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato.
La misura inoltre, è collegata al meccanismo delle finestre mobili di uscita. In altri termini, la pensione non si percepisce dalla data in cui si maturano i requisiti e non si percepisce nemmeno dal primo giorno del mese successivo quello in cui si completa il triplo requisito, anagrafico, contributivo e di invalidità. Il primo rateo di pensione si incassa decorsi 12 mesi dalla maturazione del diritto alla pensione.