Pensione di vecchiaia anticipata a 61 o 56 anni e due mesi in più di contributi per anno di lavoro

Pensione di vecchiaia anticipata a 61 o 56 anni e due mesi in più di contributi per anno di lavoro

Sono molte le tutele che anche nel 2021 possono essere utilizzate per chi ha invalidità di un certo tipo.

Esiste nel nostro ordinamento una prestazione previdenziale che permette di lasciare il lavoro con 20 anni di contributi e con molti anni di anticipo rispetto all’età pensionabile. Si tratta di della pensione di vecchiaia anticipata per invalidi. Naturalmente occorre rispettare determinati requisiti, ma per chi vi rientra, il risparmio in termini di età pensionabile è ingente, perché si può anticipare l’uscita anche di 11 anni.

Occorre pertanto approfondire la misura per chiarire quale è la platea dei potenziali beneficiari, allargando il discorso anche ad un’altra tutela molto importante per determinati invalidi, cioè i due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro svolto.

Vecchiaia Anticipata per invalidi

Per poter beneficiare di un pensionamento con 20 anni di contributi e 56 o 61 anni di età occorre avere una invalidità non inferiore all’80%. L’uscita prevista è di 61 anni se uomini e di 56 anni se donne. Si tratta di una specie di prepensionamento per i lavoratori disabili come previsto dal Dlgs n° 503 del 30 dicembre 1992, precisamente all’articolo 1, comma 8. La misura è destinata a soggetti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria.

L’invalidità deve essere certificata dalle competenti autorità e quella da prendere in considerazione è quella civile. Resta comunque l’obbligo di visita medica presso le commissioni sanitarie dell’Inps per certificare la cosiddetta invalidità pensionabile. Infatti nonostante le Commissioni accertatrici delle Asl hanno confermato l’invalidità civile pari o superiore all’80%, per la concessione del beneficio occorre che la conferma arrivi dai medici dell’Istituto Previdenziale.

Come dicevamo, servono almeno 20 anni di contributi versati, alla stregua della pensione di vecchiaia ordinaria. La misura prevede una finestra mobile di 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti utili all’uscita.

Questo trattamento previdenziale anticipato riguarda esclusivamente lavoratori che hanno almeno un anno di contribuzione antecedente il 1996.

Due mesi di contributi figurativi, come funziona l’agevolazione per disabili

Non deve essere necessariamente all’80% ma basta il 74%, per l’invalidità certificata che da diritto alla cosiddetta maggiorazione contributiva per i lavoratori invalidi.

Si tratta di un beneficio che la legge riconosce ai disabili e che permette di ottenere due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro svolto. In pratica, il lavoratore che ha una disabilità pari ad almeno il 74% può richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa. Il periodo massimo di contribuzione figurativa ottenibile è pari a 5 anni. Questo surplus di contribuzione può tornare utile sia per il diritto alla pensione che per la misura. Naturalmente la validità ai fini della misura riguarda solo i periodi di lavoro svolti nel sistema retributivo.

La maggiorazione di due mesi per anno di lavoro fino ad un massimo di 5 anni complessivi di contribuzione figurativa ottenibile può riguardare sia i periodi di attività alla dipendenze delle pubbliche amministrazioni che quelli svolti nel settore privato. Non possono essere accreditati invece per i periodi già coperti da altra contribuzione figurativa, da eventuali versamenti volontari o da periodi soggetti a riscatto.

Questo autentico bonus di due mesi non si applica ai lavoratori autonomi, pur se invalidi. Il beneficio riguarda strettamente i periodi di lavoro a partire dalla data di riconoscimento della invalidità.