Pensione di reversibilità: importo e requisiti

Pensione di reversibilità: importo e requisiti

Quando viene erogata la pensione di reversibilità, a chi è in che misura

La normativa vigente prevede che alla morte di un pensionato, ad un suo parente, in genere alla moglie, può essere riconosciuto il trattamento pensionistico di reversibilità.

Può essere erogato dicevamo, perché non sempre tale prestazione è riconosciuta. Occorrono determinate condizioni per permettere di passare una parte della pensione dal pensionato deceduto al coniuge superstite o a un determinato parente.

Se per il diritto alla pensione di reversibilità ci sono determinate condizioni da rispettare, va detto che pure per l’ammontare dell’assegno ci sono paletti da rispettare che ne determinano l’importo.

Assegno di reversibilità, gli importi

La pensione o assegno di reversibilità spetta ai parenti superstiti di un pensionato defunto. La pensione di reversibilità è commisurata nella sua misura, al reddito del superstite. Infatti la reversibilità viene tagliata fino a non essere per nulla erogata, quando il reddito del superstite supera determinate soglie.

Per la determinazione del reddito fino al quale la pensione di reversibilità è erogata, secondo i dettami dell’Inps, «rilevano tutti i redditi assoggettabili all’Irpef, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali». In sostanza, sono importanti ai fini della corresponsione dell’assegno di reversibilità tutti i redditi ad esclusione di:

  • Trattamento di fine rapporto;
  • Trattamenti assimilati al TFR;
  • Reddito derivante dalla casa di abitazione;
  • Arretrati sottoposti a tassazione separata;
  • Assegno sociale;
  • Rendite Inail;
  • Assegni di accompagnamento;
  • Pensioni privilegiate;
  • pensioni per invalidi;
  • Trattamenti per i non vedenti e i non udenti.

Come si calcola la riduzione di assegno commisurata al reddito

Quando il reddito del beneficiario supera le 3 volte il trattamento minimo annuale di pensione, che per il 2021 è circa 515 euro, l’assegno di reversibilità è ridotto del 25%. In pratica, assegno decurtato del 25% se reddito più o meno pari a 20.087 euro. Si perde il 40% se il reddito è superiore a 4 volte il trattamento minimo Inps, il 50 per se supera il 50%.

Percentuale di pensione spettante

La pensione di reversibilità altro non è che un assegno previdenziale che passa da un pensionato defunto ai suoi superstiti. Naturalmente non passa tutta la pensione per intero, ma solo una parte. Nello specifico, le percentuali sono le seguenti e si differenziano in base al soggetto superstite a cui viene erogata la prestazione:

  • 60% al coniuge;
  • 70%, solo un figlio;
  • 80% coniuge e un figlio ovvero due figli senza coniuge;
  • 100% coniuge e due o più figli ovvero tre o più figli;
  • 15% per ogni altro familiare, avente diritto, diverso dal coniuge, figli e nipoti.

Hanno diritto all’indennità, oltre al coniuge pure:

  • Figli legittimi;
  • Figli legittimati;
  • Figli adottati;
  • Figli affiliati;
  • Figli naturali;
  • Figli legalmente riconosciuti;
  • Figli nati da precedente matrimonio del deceduto.

In ogni caso occorre che siano, alternativamente, anche:

  • Minorenni;
  • Inabili di qualunque età e a carico del deceduto all’atto del decesso;
  • Studenti fino a 21 anni di età a carico del deceduto e privi di qualsiasi attività lavorativa;
  • Universitari fino a 26 anni non fuori corso e senza lavoro;
  • Figli coniugati, non necessariamente inabili, ma a completo carico del deceduto al momento del decesso.