Autore: Luigi Crescentini

Pensione

Pensione contributiva, bonus per mamme lavoratrici: ecco a chi spetta

Per le mamme che lavorano è prevista un’agevolazione sulla pensione contributiva: uno sconto di 4 mesi per ogni figlio.

Come sappiamo, il tema riguardante le pensioni è ormai diventato uno degli argomenti più discussi. Governo e sindacati si stanno attualmente confrontando sulle diverse ipotesi che riguarderanno il sistema pensionistico e su quello che verrà attuato al termine di Quota 100.

Diverse sono le opzioni al vaglio, tra queste, una delle più interessanti è indubbiamente quella relativa alla proroga di opzione donna. La figura della donna, madre e lavoratrice, ha sempre occupato un ruolo importante nella società: per questo motivo si è pensato ad un sistema valido, ideato proprio per agevolare le donne che lavorano.

Con opzione donna infatti, è possibile accedere alla pensione anticipatamente in quanto la misura permette un’uscita dal lavoro già a 58/59 anni per le lavoratrici dipendenti e autonome. C’è però da considerare che opzione donna viene calcolata interamente con il sistema contributivo: pertanto, sono necessari almeno 35 anni di contributi versati. Una soglia non facile da raggiungere considerando che molte lavoratrici hanno prestato la loro attività in modo saltuario.

Opzione donna e pensione contributiva: ecco quali sono i bonus per le mamme lavoratrici

Oltre a opzione donna, per le madri lavoratrici è previsto anche un ulteriore incentivo per quanto riguarda la pensione contributiva: vengono infatti scontati 4 mesi di contribuzione per ogni figlio avuto. Come viene spiegato dal portale di «SkyTg24», si tratta di un «bonus contributivo per le lavoratrici madri che permette di avere una contribuzione figurativa di 4 mesi, utile sia al diritto che alla misura della pensione, per ogni figlio avuto fino ad un massimo di 12 mesi. In questo modo si possono anticipare fino ad un anno le misure pensionistiche anticipate, e si può aumentare il montante contributivo della pensione di vecchiaia».

Tale opzione è regolata dall’articolo 1, (comma 40 lettera C) della legge 335 del 1995 che prevede appunto un’agevolazione specifica sull’età pensionabile delle donne lavoratrici e madri, il cui assegno è stato calcolato interamente con il sistema contributivo.

Bonus per mamme lavoratrici e agevolazioni sulla pensione: chi ne ha diritto?

Questa misura rientrerà di diritto soltanto alle donne che hanno iniziato a lavorare dal primo gennaio del 1996. Verranno, dunque, escluse tutte coloro che posseggono un anzianità contributiva che corrisponde al periodo antecedente al1° gennaio 1996 e che non rientrano nel calcolo di sistema contributivo, secondo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 23, della legge 223 del 1995.

L’opzione potrà, invece, essere applicata a condizione di possedere un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995 oppure un’anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni di cui minimo 5 anni a partire dal 1996.

Non spetterà invece a coloro che esercitano l’Opzione donna e che non rientrano interamente nel calcolo contributivo: in questo caso, secondo quanto stabilito dalla legge, gli assegni verranno determinati con il calcolo del sistema misto.

Da non dimenticare che, tra le altre misure di agevolazione sulla pensione dedicate alle mamme lavoratrici c’è anche l’Ape sociale. L’Ape sociale è il sistema che permette il pensionamento anticipato a 63 anni riferito soltanto a specifiche categorie di lavoratori con determinati requisiti stabiliti dalla legge.