Autore: B.A

Pensione

Pensione con meno di 15 anni di contributi, le vie possibili

Cosa prevede il sistema previdenziale per chi ha pochi anni di contributi

Lavoro precario, crisi occupazionale e disoccupazione sono fardelli che spesso non permettono di raggiungere i requisiti minimi per il pensionamento. Un pilastro del sistema è proprio la soglia dei contributi previdenziali versati, una cosa che riguarda tutte le misure pensionistiche.
Per chi non ha una storia contributiva tale da permettere l’accesso alle pensioni ordinarie, il nostro sistema però, prevede alcune vie di uscita.

In questo articolo cerchiamo di rispondere ad un nostro lettore che scrive:

“Buongiorno, ho 67 anni e meno di 15 anni di contributi versati, cosa posso fare?"

Assegno sociale

La soglia contributiva insieme all’età anagrafica è quello che l’Inps chiede ai contribuenti per poter loro assegnare uno qualsiasi dei trattamenti previdenziali previsti dalla normativa vigente. Dal punto di vista dei contributi, che poi è quello che interessa maggiormente il nostro lettore, il minimo è di 20 anni.

Infatti a 67 anni di età compiuti, si rientra nel perimetro di applicazione della pensione di vecchiaia ordinaria, per la quale, oltre a quel limite anagrafico, sono necessari proprio 20 anni di contributi a qualsiasi titolo versati.

Esistono però alcune deroghe ancora oggi vigenti, ma con alcuni requisiti specifici da centrare. Parliamo per esempio della pensione con le deroghe Amato. In questo caso, fermo restando il requisito anagrafico di 67 anni, la soglia dei contributi previdenziali necessaria è pari ad almeno 15 anni.

Per il nostro lettore che non arriva nemmeno a 15 anni di contributi, esiste l’assegno sociale una misura assistenziale destinata a chi non ha contributi sufficienti per la pensione. Una misura che non ha alcun requisito contributivo e che si centra a 67 anni di età.

Bisogna però avere dei requisiti economici molto restrittivi e differenti a seconda che il richiedente la prestazione sia singolo o coniugato. Per approfondire requisiti e dettagli dell’assegno sociale è consigliabile leggere la nostra guida.

Altre vie possibili per chi ha meno di 15 anni di contributi versati

Non avendo precisamente chiara la situazione contributiva del lettore, una cosa che appare certa è che la più vicina misura pensionistica lui destinata è la pensione con la prima deroga Amato.

Non avendo però 15 anni di contributi, occorre correre ai ripari e vedere se è possibile raggiungere quella soglia. Per esempio, se ci sono dei periodi da riscattare precedenti al 31 dicembre 1992, come un corso di laurea.

In questo caso sarebbe opportuno richiedere il riscatto, pagando il relativo onere se gli anni del corso di laurea sono utili ad arrivare alla prima deroga Amato, quella che prevede il pensionamento con soli 15 anni di contributi, purché i 15 anni di contributi siano stati versati entro la fine del 1992.

Se invece si ha una richiesta di versamento dei contributi volontari che è stata autorizzata prima del 1993, a prescindere dall’effettuazione o meno anche di un solo pagamento, si può rientrare nella seconda deroga Amato anche se i 15 anni di contributi sono successivi al 31 dicembre 1992 (seconda deroga Amato).

Altre alternative valide sono tutte riferite al raggiungimento dei 20 anni di contributi. Se non ci sono periodi da riscattare, si può richiedere all’Inps un’autorizzazione a versare i contributi volontari, sino ad arrivare al possesso di 20 anni di contribuzione, oppure se i contributi sono versati in diverse casse previdenziali, è possibile sommarli con il nuovo cumulo gratuito, ma sempre per arrivare 20 anni di contributi.

Infine, per chi ha versamenti di contributi solo nel sistema contributivo, cioè dal 1996 in poi, la pensione di vecchiaia si può centrare con soli 5 anni di contribuzione, ma solo al raggiungimento di 71 anni di età e con assegno pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale.