Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensione con la rendita integrativa, via a 57 anni nel 2021? Ecco come

Come si può sfruttare la rendita vitalizia con Rita per anticipare la quiescenza.

Rendita Integrativa Temporanea Anticipata conosciuta semplicemente come Rita è una misura nata con la Manovra Finanziaria del 2018. Si tratta di una misura nata con un preciso obbiettivo che è quello di favorire la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro.

La misura anche nel 2021 sarà richiedibile da alcuni lavoratori che hanno versamenti nella previdenza complementare. Una possibilità ulteriore per l’uscita dal mondo del lavoro in misura anticipata rispetto alle normali misure ordinarie previste per esempio dall’Inps. Ecco una sintetica guida alla misura e cosa serve per poterla utilizzare.

Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, cos’è e come funziona la Rita

La Rita è una “erogazione frazionata di un capitale il cui importo è a totale discrezione dell’aderente al fondo pensione”, questa la definizione esatta della misura.

Una rendita assai flessibile dal momento che è il lavoratore aderente al fondo, che ha la facoltà di scelta quando e come richiedere la rendita, sia essa in unica soluzione o a rate e addirittura già con dieci anni di anticipo rispetto all’età pensionabile, anche se solo in determinate circostanze.

Il fatto che la Rita venga collegata alle pensioni classiche come argomentazione riguarda esclusivamente i requisiti di accesso. La misura è appannaggio di qualsiasi lavoratore, sia esso del Pubblico Impiego o del settore privato. La cosa necessaria è aver aderito a piani pensionistici o fondi pensione della previdenza complementare.

I requisiti per la Rita e il collegamento con la pensione di vechciaia

Dal punto di vista dei requisiti per richiedere la Rita possiamo sintetizzare che essi sono:

  • 20 anni di contribuzione al Fondo pensione obbligatorio a cui il lavoratore appartiene;
  • Inoccupazione;
  • Cessazione dell’attività lavorativa;
  • 5 anni di versamenti ad un fondo previdenziale complementare.

Occorre trovarsi ad una determinata distanza dalla pensione di vecchiaia e questo è il collegamento principale relativo alla Rita con l’universo delle misure previdenziali classiche. Infatti la misura è richiedibile da chi si trova a massimo 10 anni dalla pensione di vecchiaia.

La rendita è soggetta ad una ritenuta d’imposta con un’aliquota al 15%. Tale aliquota si riduce in base all’anzianità di versamenti nel fondo poiché è previsto un taglio dello 0,30% per ogni anno di iscrizione al fondo di previdenza complementare, successivo al 15°. La riduzione di imposta massima è fissata al 6%.

Rita, ecco come fare domanda e cosa occorre sapere

Per poter richiedere la Rita occorre presentare domanda e per farlo occorre utilizzare il modello predisposto dal Fondo previdenziale complementare a cui si è iscritti, a cui si versa ed a cui verrà richiesta la rendita anticipata.

Per poter presentare richiesta occorre dimostrare di avere i 20 anni di contribuzione versata presso il fondo di previdenza obbligatorio. Per adempiere basta presentare l’estratto conto integrato dell’Inps, quello presente nell’area “My Inps” del sito istituzionale dell’Ente previdenziale.