Autore: Guido Michelini

Pensione

Pensione casalinghe: requisiti, cifre e come funziona il Fondo

Anche le casalinghe hanno diritto alla pensione, e all’Inps c’è il fondo ad hoc

All’INPS esiste un Fondo dedicato alle casalinghe e ai casalinghi. Un Fondo aperto ai versamenti da parte di chi svolge in via continuativa lavori di cura della famiglia e della casa. E grazie al Fondo chi è iscritto può accedere ad una pensione. Il Fondo infatti è nato proprio per tutelare chi non ha un lavoro e si dedica costantemente alla famiglia. Ma come funziona il Fondo e che tipo di pensione eroga? Ecco la guida alla pensione casalinghe.

Pensione casalinghe INPS

Innanzi tutto occorre dire che sia l’iscrizione al Fondo che la pensione per le casalinghe ha diversi requisiti da centrare. In primo luogo, la misura INPS destinata a chi si dedica totalmente alla cura della casa e della famiglia, prevede che questa attività debba essere svolta senza alcun vincolo di subordinazione e senza percepire alcuno stipendio.

Il Fondo, quindi, è accessibile a questo genere di soggetti, in maggioranza donne naturalmente, ma ultimamente anche uomini.
In pratica, pur non avendo alcun rapporto lavorativo, né autonomo né subordinato, i casalinghi possono percepire una loro pensione purchè versino contributi al Fondo casalinghe istituito dall’INPS.

Come versare al Fondo casalinghe Inps

La pensione per casalinghe è una prestazione previdenziale che può essere erogata o per invalidità della casalinga, o al compimento di una determinata età. E si tratta di una prestazione contributiva, perché la pensione percepita da chi è iscritto al Fondo, è commisurata ai contributi previdenziali versati nel Fondo stesso.

Possono iscriversi al Fondo i soggetti, sia maschi che femmine, di età compresa tra 16 e 65 anni. Per l’iscrizione è necessario non svolgere alcuna attività lavorativa, ne autonoma ne da lavoro subordinato. E come accennato prima, il lavoro di casalingo o di casalinga non deve prevedere retribuzione e non deve avere alcun vincolo di subordinazione. In pratica l’iscrizione è possibile se la cura della famiglia e della casa è fatta in assoluta autonomia ed è prestata in forma gratuita.

Le uniche attività consentite che permettono comunque di poter accedere al Fondo sono quelle che prevedono versamenti contributivi di poco conto, che in genere non coprono tutte le 52 settimane di cui è formato un anno lavorativo.

Fondo casalinghe, importi da versare e regole

La procedura di iscrizione al Fondo casalinghe è telematica ed è gestita dall’INPS. Come ormai per tutte le istanze e le domande che si fanno all’INPS per qualsiasi misura, le modalità sono sempre le stesse. Si può produrre iscrizione al Fondo tramite i Patronati, oppure facendo tutto da soli, per chi ne è in possesso, utilizzando il Pin dispositivo dell’Inps, la carta d’identità elettronica, la carta nazionale dei servizi (CNS) o il sistema pubblico di identità digitale (Spid).

A domanda accolta da parte dell’Inps, l’interessato può iniziare a versare i contributi utili alla sua pensione futura. Il versamenti è tramite bollettino postale che l’Istituto invia a cui ha avuto l’ok per l’iscrizione. Bollettino senza cifra perché il versamento al Fondo è libero.

Le regole per il versamento

Non ci sono limiti di importo o scadenze per il versamento al Fondo casalinghe. Ogni soggetto iscritto può decidere di versare quello che vuole, nella forma e nelle date.

Occorre sottolineare però che esiste un importo minimo per vedersi accreditare un anno di contributi, e cioè 310 euro. Infatti bastano 25,82 euro per chiudere un mese di contribuzione utile alla pensione.

I versamenti superiori a 310 euro annui, così come quelli superiori a 25,82 euro al mese, non possono essere utilizzati per i mesi o gli anni futuri. In altri termini, se uno versa 100 euro al mese, cioè 1.200 euro in un anno solare, da gennaio a dicembre, avrà sempre un anno di contributi accreditati. Naturalmente più si versa più si prenderà di pensione in futuro. Versare meno di 310 euro annui significa di conseguenza, avere solo parte dell’anno coperto da contribuzione.

Il calcolo della pensione per i casalinghi

Per tutto quanto detto, è evidente che versare poco al Fondo, cioè solo la quota minima da 310 euro annuali, significa percepire poco di pensione dal momento che siamo di fronte ad una pensione calcolata con il sistema contributivo.

I versamenti effettuati sono rivalutati in base a un tasso di capitalizzazione basato sull’incremento quinquennale del Pil nominale. Il totale dei contributi versati, cioè il cosiddetto montante dei contributi, naturalmente rivalutato, viene trasformato in pensione mensile tramite coefficienti di trasformazione. Un po’ quello che accade con tutte le misure di pensione calcolate col sistema contributivo.

Dal punto di vista dell’età pensionabile occorre sottolineare che la pensione casalinghe può essere percepita già a 57 anni, ma a condizione che l’assegno pensionistico sia almeno 1,2 volte l’assegno sociale. Solo a 65 anni questo vincolo decade e la pensione dal Fondo è liquidata a prescindere dal suo importo.